Raccolta differenziata, Bari ferma al 28,8%

Stella Fragassi

L'ottava edizione di “Comuni Ricicloni Puglia 2015” premia Rutigliano

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Si è tenuta venerdì all’Hotel Palace di Bari l’ottava edizione pugliese di Comuni Ricicloni, realizzata da Legambiente Puglia grazie al contributo dell’Assessorato alla Qualità dell’Ambiente della Regione Puglia e con il patrocinio di Anci Puglia. Si tratta del rapporto regionale di Legambiente che fotografa lo stato della raccolta differenziata affrontando, più in generale, la tematica complessa e delicata della raccolta dei rifiuti, passando attraverso le esperienze dei Comuni.

Le classifiche sono state elaborate con un lavoro certosino, incrociando i dati raccolti (sino a settembre 2015) mediante l’invio dell’apposito questionario alle amministrazioni locali e quelli forniti dai comuni al Servizio ciclo rifiuti e bonifica della Regione Puglia e pubblicati sul suo Portale ambientale. Dunque, in graduatoria compaiono solo i comuni che hanno risposto al questionario di Legambiente e i Comuni che hanno trasmesso le comunicazioni mensili alla Regione.

La buona notizia è che i comuni virtuosi in Puglia sono sorprendentemente saliti a 38 e tra questi 20 sono stati premiati da Legambiente quali “primi della classe” in materia di raccolta differenziata, per aver avviato un modello di gestione dei rifiuti orientato al recupero, con oltre il 65% di raccolta differenziata imposto dalla legge nazionale e raggiunto nel 2014. Anche quest’anno svetta al primo posto della classifica generale il comune barese di Rutigliano. Nel 2014 il Comune con 18.467 abitanti ha raggiunto una percentuale media di differenziata del 77,6%. Seguono poi il Comune di Motta Montecorvino con il 74,7%, Monteparano (71,8%), Troia (70,8%), Casalvecchio di Puglia (70,3%), Cellamare (70,2%), Fasano (70,2%), Crispiano (69,9%), Chieuti (69,6%), Canosa di Puglia (68,8%), Latiano (68,2%), Sava (68,1%), Laterza (66,9%), San Vito dei Normanni (66,8%), Erchie (66,5%), San Michele Salentino (66,4%), Andria (66,2%), San Pancrazio Salentino (66%), Torre Santa Susanna (65,1%), Casalnuovo Monterotaro (65%).

Sono invece 8 i comuni pugliesi a cui Legambiente ha riconosciuto il Premio di Seconda Categoria, per aver raggiunto nei primi nove mesi del 2015 un media percentuale pari o superiore al 65%. I restanti 10 comuni infine si sono aggiudicati la menzione speciale Teniamoli d’Occhio per aver raggiunto nei primi nove mesi del 2015 una media percentuale di raccolta differenziata pari o superiore al 60% di raccolta differenziata.

Resta tuttavia una nota dolente. Permane il trend negativo dei capoluoghi di provincia con le sole eccezioni di Andria e Barletta: la Provincia Bat rimane la più virtuosa con ben 7 comuni su 10 che hanno avviato la raccolta differenziata porta a porta. Brindisi e Bari, invece, sono ferme rispettivamente al 32,2% e al 28,8% di raccolta differenziata, mentre Foggia chiude la classifica con un misero 7%. A tal proposito, relativamente alla media percentuale di raccolta differenziata nella nostra intera regione, si è evidenziato come questa sia realmente bassa: si attesta intorno al 32,5% mentre il 75% dei rifiuti finisce in discarica.

Non è un caso, infatti, che siano ben 32 i comuni pugliesi che rientrano nella categoria de “Gli indifferenti” ovvero le amministrazioni che nei primi nove mesi del 2015 non raggiungono nemmeno il 10% o non hanno effettuato alcuna registrazione sul portale Rifiuti e bonifica della Regione Puglia.

Punta a coinvolgere le istituzioni il manifesto di Legambiente “Per un’Italia Rifiuti Free”, sottoscritto dai comuni “ricicloni”. Dieci proposte che rilanciano l’economia circolare per contrastare l’emergenza rifiuti. Tra le proposte sottoscritte: 1) chi smaltisce in discarica deve pagare di più a vantaggio di chi ci va sempre meno; 2) utilizzare i proventi dell’ecotassa per le politiche di prevenzione, riuso e riciclo; 3) premiare le popolazioni e i comuni virtuosi; 4) eliminare gli incentivi per il recupero energetico dai rifiuti; 5) incentivare il riciclaggio perché diventi più conveniente del recupero energetico; 6) completare la rete impiantistica per il riciclaggio e il riuso dei rifiuti; 7) “Chi inquina paga”: lotta allo spreco e prevenzione della produzione di rifiuti; 8) approvare una legge sul dibattito pubblico per agevolare la realizzazione di impianti di riciclaggio e riuso; 9) una nuova legge per migliorare il sistema dei controlli ambientali; 10) stop a qualsiasi commissariamento per l’emergenza rifiuti.
 

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