Come ti finanzio il cinema

Agevolazioni fiscali, product placement e Patent box nel quarto appuntamento di “Ordini e mestieri”
Non solo celluloide. Ma un comparto che muove altri settori, e si allarga su un indotto dalle potenzialità crescenti. Il cinema è oggi una vera e propria industria e non basta solo governare la macchina da presa. Occorrono perizia e conoscenza della legislazione, degli strumenti nazionali e comunitari.
In Puglia, poi, la settima arte costituisce impareggiabile biglietto da visita di un territorio tutto da scoprire. Come sfruttare le norme? Come accedere ai benefici fiscali? A queste e altre domande risponde la seconda edizione di “Ordini e mestieri”, ciclo di incontri organizzato dal Centro studi di Apulia film commission in collaborazione con Ordine degli Avvocati, l’Università degli Studi e Fondazione scuola forense barese.
Il quarto atto è andato in scena martedì nel Palazzo delle Poste. Di industria cinematografica e suo finanziamento hanno discusso Gianluca Selicato (ricercatore di Diritto tributario all’Università degli Studi), Vincenzo Raguseo (avvocato del Foro di Trani specializzato in diritto della proprietà intellettuale e diritto dello spettacolo) e Luigi Iacobellis, docente di diritto tributario dell’Università degli Studi.
Dal requisito di eleggibilità, lasciapassare per le misure di sostegno, al credito di imposta il passo sembra breve, ma il percorso per accedere alle agevolazioni fiscali passa per commissioni e sistema bancario. E le differenze col resto d’Europa, pur dentro i confini dell’Unione, non mancano. Francia, Regno Unito, Eire, Repubblica Ceca e Ungheria le nazioni più attente al prodotto cinematografico. Da noi, invece, gli strumenti non mancano, ma una burocrazia più agile potrebbe aiutare.
Chi vuole investire in una produzione filmica ha a disposizione non solo deduzioni fiscali. Si parla di “product placement” quando l’azienda scende in campo, anzi sul set, e lega il proprio marchio alla pellicola. Dai cocktail sorseggiati, “agitati, non mescolati”, ai dialoghi: una forma di pubblicità più efficace di quella televisiva, e di certo più duratura, come sottolineato da Raguseo.
Senza dimenticare le agevolazioni legate al cosiddetto “Patent box” e le agevolazioni per le opere prime e seconde e per i progetti di interesse culturale (qui i finanziamenti possono coprire fino all’80% della produzione).
Fondamentale, la padronanza delle norme. “Ordini e mestieri” proseguirà con altri sei appuntamenti.
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