Fibre Parallele mette in scena “La Beatitudine”

Dal 10 al 13 dicembre all'Abeliano
La Beatitudine è qualcosa che non si può dire. Qualcosa che passa in fretta. Qualcosa che non sappiamo se esista davvero. Qualcosa che è così intensa da mettere in discussione la sua stessa esistenza. Qualcosa che se lo racconti, non ti crede nessuno.Qualcosa per la quale mettiamo a repentaglio tutto il resto e quando arriva, tutto il resto non ha più senso.
La Beatitudine è il titolo dello spettacolo della compagnia Fibre Parallele scritto da Licia Lanera e Riccardo Spagnulo, in scena al Teatro Abeliano giovedì 10, venerdì 11, sabato 12 (alle 21) e domenica 13 dicembre (alle 18). Una coproduzione Festival delle Colline Torinesi, Co&Ma Costing & Management, sostenuto da Consorzio Teatri di Bari – Nuovo Teatro Abeliano.
Sul palco Mino Decataldo, Danilo Giuva, Licia Lanera, Riccardo Spagnulo, Lucia Zotti. Drammaturgia di Riccardo Spagnulo; assistente alla regia Ilaria Martinelli; luci Vincent Longuemare; spazio Licia Lanera; tecnico di palco Amedeo Russi;
«Cerchiamo di scappare dalle nostre vite attraverso questa porta piccola piccola e alla fine il ritorno alla realtà ha lo stesso sapore di un deja vu» illustrano gli ideatori dello spettacolo. Questa è una storia di una coppia che non riesce a generare e di una madre e un figlio indissolubilmente legati da una malattia. Questa è la storia di un mago pastore che illude gli uomini che la fantasia possa risolvere i problemi della realtà. Questa è la storia di un unico essere umano in tutte le fasi della sua esistenza, dal primo passaggio nell’età adulta alla vecchiaia. Questa è una giostra della vita, spazio unico e nero in cui i personaggi si muovono, si incontrano, si amano, si odiano e si ammazzano. Questa è una storia in bilico tra reale e irreale, tra tangibile e immaginato, tra materia e pensiero.
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