Come organizzare la mente, metafore e valori

Se ne discute domani al liceo “Salvemini” a cura dell’Ansi di Bari e provincia
“Come organizzare la mente, metafore e valori” è il titolo di un incontro-dibattito promosso dall’Associazione nazionale scuola italiana (Ansi) di Bari e provincia per mercoledì 25 novembre.
Dalle 9.30, nell’auditorium del liceo scientifico “Salvemini”, ne discuteranno Piero De Giacomo, psicologo, psichiatra e già direttore della Clinica psichiatrica dell’ateneo barese; Gerardo Marchitelli, dirigente dell’Istituto comprensivo “Eleonora Duse”; Rosa Anna Pucciarelli, docente di Illustrazione scientifica dell’Accademia di Belle Arti di Bari e Cristiana Simonetti, docente di Pedagogia generale dell’università di Foggia.
L’iniziativa – con patrocinio e il sostegno del Consiglio regionale e della Teca del Mediterraneo – mira a indagare il ruolo della metafora nell’elaborazione del pensiero e il potere del linguaggio traslato sia come strumento di comunicazione, sia come veicolo di valori. I linguaggi più disparati – infatti –, da quello politico a quello pubblicitario, ne fanno abbondante uso proprio per la sua comprovata capacità di evocare un significato non immediato e altro.
«È un tema di assoluta importanza in un momento storico in cui la manomissione delle parole è all’ordine del giorno – spiega la vicepresidente di Ansi Bari, Palmina Iusco –, perché se nella comunicazione pubblica c’è un senso sempre più allusivo e riposto, conoscere una metafora e le sue relazioni può essere strumento di arricchimento, ma anche di difesa, talvolta».
L’evento – patrocinato da alcuni Lions Club del capoluogo (Aragonese, Isabella d’Aragona e Gioacchino Murat) – è rivolto, in particolare, agli studenti di alcune scuole baresi di primo e secondo grado che hanno partecipato al progetto “Tracce nella memoria… graphic novel”.
Nell’occasione, inoltre, sarà presentato “Il Quaderno della Memoria 2015”, pubblicazione che raccoglie le graphic novel dedicate alla Shoah curate dagli stessi studenti con il supporto di esperti. In quella pubblicazione, proprio per raccontare l’indicibile violenza dell’Olocausto, si è fatto ricorso alla metafora: nasce così la scelta di approfondirne la portata, il metabolismo e le implicazioni.
L’ingresso è libero.
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