Università, cambia l’Isee e le borse di studio calano del 30%

Confermate le previsioni. Link e Rete della Conoscenza chiedono l'intervento della Regione
La riforma dei parametri Isee (Indicatore della situazione economica equivalente) e Ispe (Indicatore di situazione patrimoniale equivalente) ha provocato in Puglia un calo del 30% delle domande di borsa di studio.
Lo denunciano Link e Rete della Conoscenza, che nella giornata di ieri hanno fatto sentire la loro voce in via Capruzzi, sede del Consiglio Regionale.
«Solo 6.896 studenti di anni successivi sono risultati idonei – riportano i dati delle sigle sindacali -, a fronte delle 8.990 dello scorso anno; invece, tra le matricole, solo 3.995 sono idonee, rispetto ai 6.589 dello scorso anno».
«In via definitiva – sottolineano Link e Rete della Conoscenza – il sistema del diritto allo studio pugliese ha perso più di 4.000 studenti, a cui non soltanto è stata preclusa la possibilità di fare domanda di borsa di studio, ma che dovranno in più pagare le rate universitarie, da cui se idonei, sarebbero stati esonerati».
«A fronte dell’assenza di risposte immediate» di governo e Ministero dell’istruzione, le due sigle si appellano alla Regione Puglia, chiedendo lo stanziamento di «risorse aggiuntive per l’assegnazione delle borse di studio agli idonei e per l’introduzione di misure correttive destinate agli studenti ingiustamente esclusi a causa del nuovo Isee».
Tradotto: maggiori risorse regionali fino a coprire in toto il Bando Benefici e Servizi Adisu (l’agenzia regionale per il diritto allo studio), «eliminando così la figura dell’idoneo non beneficiario».
«Crediamo – afferma Sara Ingrosso, rappresentante di Link nel consiglio di amministrazione Adisu – che tali risorse aggiuntive debbano essere poi utilizzate dall’Adisu Puglia per emanare immediatamente un secondo bando, che consenta agli studenti colpiti dal nuovo Isee di usufruire di un contributo economico, agevolazioni o misure atte a garantirne il diritto allo studio; inoltre, chiediamo che la Regione Puglia utilizzi anche le risorse del Fondo Sociale Europeo per il diritto allo studio universitario».
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