Time Zones, parte l’anteprima

Al Pellicano Santa Muerte, Putan club, Dirty Trainload, Shilpa Ray e Aidan Smith. Dal 15 al 18 ottobre
La trentesima edizione di Time Zones parte oggi con la sezione “Off“, una vera “incursione nelle musiche possibili nel mondo indie”.
Tre serate, dal 15 al 17 ottobre, curate da Tommaso Liuzzi e dal direttore artistico Gianluigi Trevisi, in cui il Pellicano di Bari ospita artisti provenienti da Stati Uniti, Gran Bretagna e Italia come: Santa Muerte, Putan club, Dirty Trainload, Shilpa Ray e Aidan Smith.
La serata del 15 ottobre presenta due formazioni dal suono decisam ente internazionale come Santa Muerte e Putan club. Il primo g ruppo è un power-trio che unisce suoni caldi del Sud-America al disagio del noise, per uno show che fonde le atmosfe re desertiche e calde del Messico a muri invalicabili di chitarre elettriche, lunghissime e acide. Nella stessa serata Il Putan club mostrerà la sua identità di “cellula di resistenza”, caratterizzata da un modo di agire ispirato ai primi complotti di partigiani europei durante l’ultima guerra mondiale. Una resistenza organizzata con i mezzi più arcaici e immediati del nostro secolo: dal pianoforte alla chitarra, dal respiro al rumore elettrico/elettronico come dal verso scritto alla parola urlata.
Il 16 ottobre spazio ad uno dei progetti più ispirati del blues rock italiano, quello di Dirty Trainload. Creato dal chitarrista barese Bob Cillo, affonda le radici nel blues, ma fin dal primo ascolto ci si accorge di come entrano in gioco vecchie drum machine analogiche in loop e sonorità “lo-fi” di derivazione alternative e garage-punk; ne viene fuori un “progressive blues”, contaminato e sporco ma viscerale e autentico nello spirito. Molte sono le influenze che hanno direttamente contribuito a forgiare lo stile: dal delta blues delle origini ai grandi innovatori del rock e precorritori del punk come Alan Vega e Suicide e Gun Club di Jeffrey Lee Pierce.
Sabato 17 ottobre ci saranno invece due band sul palco del Pellicano, ovvero Shilpa Ray e Aidan Smith. la prima ha una di quelle voci che grattano l’anima, che arrivano so tto pelle, al limite del “fastidio”. Non poteva che divenire la pupilla di Nick Cave, che l’ha voluta in apertura dei suoi concerti (sia per Nick Cave & The Bad Seeds che per Grinderman) e ha fatto uscire per la sua etichetta (Bad Seeds) l’ep dal titolo esplicito “It’s All Self Fellatio”. Alle spalle, la newyorkese Ray, ha una carriera nella blues punk band Shilpa Ray and Her Happy Hookers: già allora le sue intense performance vocali le hanno fatto guadagnare paragoni con Patti Smith ed Ella Fitzgerald, PJ Harvey e Nico. Aidan
Smith, invece, si destreggia agevolmente tra tastiera, fisarmonica, guitar synth, zither, clarinetto, armonica, basso e percussioni. Negli anni dell’università, Aidan si serve di un rudimentale 4 tracce per registrare alcuni brani. Le sue demo intrigano Badly Drawn Boy, fondatore della Twisted Nerve Records. E così, nel 2003, escono per la venerata etichetta di Manchester due ep, “At Home With Aidan Smith” e “At Home With Aidan Smith 2”. Da allora ha fatto molta strada, diventando il menestrello del folk britannico, vero compositore e interprete di ballate geniali e spesso ironiche.
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