Alla Puglia il triste primato dei reati sul mare

La Redazione

Sconfortanti i dati resi noti da Goletta Verde. Oltre 3mila le infrazione accertate, il 21,8% del totale nazionale

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Il nostro mare non è in salute e i dati di Goletta Verde lo mettono nero su bianco.

I risultati conclusivi della campagna di rilievi effettuata dall’imbarcazione di Legambiente sono stati presentati a Roma dal presidente dell’associazione ambientalista, Vittorio Cogliati Dezza e dai responsabili scientifico e delle campagne, Giorgio Zampetti e Serena Carpentieri.

Il laboratorio mobile dell’imbarcazione ha analizzato 266 campioni di acqua: nel 45% dei casi le cariche batteriche hanno superato i limiti imposti dalla normativa. In media si parla di un punto inquinato ogni 62 chilometri di costa.

Ancora sul banco degli imputati gli scarichi fognari. Il 42% degli scarichi fognari necessita di un trattamento di depurazione adeguato: una percentuale vergognosa.

Ma non è solo la mancata depurazione a danneggiare il nostro mare e le coste. Sono state ben 14.542 le infrazioni accertate dalle forze dell’ordine e dalle capitanerie di porto nel 2014. Circa 40 al giorno, 2 per ogni chilometro di costa, lievemente in crescita rispetto al 2013 (un totale di 14.504).

A guidare la poco onorevole classifica sulle illegalità sul mare c’è la Puglia, con 3.164 infrazione accertate (il 21,8% del totale nazionale), seguita dalla Sicilia con 2.346 (16,1%), dalla Campania con 1.837 (12,6%) e dalla Calabria con 1.370 (12,6%); l’elenco delle infrazioni rilevate per chilometro di costa, su scala regionale, vedono la Campania prima con 3,9, seguita dalla Puglia con 3,7, tallonata dal Molise con 3,1, dalla Liguria con 3 e dalle Marche con 2,9.

Dati sconfotanti, sui quali chi plaude ai record ottenuti dai flussi turistici nella nostra regione farebbe bebe a soffermarsi.
 

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