Il castello diventa un giardino

Firmato il protocollo d'intesa tra Comune e comitato. Decaro: «È possibile lottare non solo contro, ma anche per qualcosa»
Il parco del castello è più vicino.
Nella mattinata di ieri nella sala giunta di Palazzo di Città il presidente dell’associazione Comitato Parco del Castello, Andrea Guarnieri Calò Carducci, e il sindaco di Bari, Antonio Decaro, hanno sottoscritto il protocollo d’intesa per la valorizzazione paesaggistica e la riqualificazione urbana delle aree pubbliche dell’area a ridosso del Castello Normanno Svevo, dando così attuazione alla delibera approvata dalla giunta comunale lo scorso 21 maggio.
Il progetto prevede trasformazioni urbanistiche e viarie per trasformare l’area in un grande parco cittadino, tra il mare e il centro storico.
«La sigla di questo protocollo con l’associazione Comitato Parco del castello, intorno alla quale si radunano 37 associazioni di cittadinanza attiva, dà concretezza all’approccio di questa amministrazione al tema del coinvolgimento dei cittadini nei processi decisionali, attraverso un’apertura non solo al dialogo ma anche ai contributi propositivi di tutti i soggetti coinvolti» ha commentato l’assessore all’Urbanistica, Carla Tedesco.
Non potevano mancare i riferimenti alla polemica della costruzione, a pochi metri dallo stesso castello, della contestata nuova sede del Provveditorato dei lavori pubblici. «L’anno scorso, mentre il Governo nazionale proponeva una legge per il riutilizzo degli immobili in disuso, una struttura periferica del Ministero avviava la costruzione di un nuovo edificio in un’area di pregio, rischiando un cortocircuito negativo» ha ricordato Decaro. «L’azione congiunta di cittadini e associazioni ha prodotto allora non solo un ricorso, ma una proposta all’amministrazione comunale per la riqualificazione di quell’area, dimostrando che è possibile lottare non solo contro ma anche per qualcosa».
«Dopo un anno di lavoro – ha proseguito Guarnieri Calò Carducci – siamo qui a testimoniare come una protesta civica per quanto stava accadendo con la costruzione delle palazzina del provveditorato delle opere pubbliche in un’area così delicata, sia diventata un ragionamento strutturato».
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