Indaga il Comando provinciale, maxi sequestro di beni ad Andria

Immobili, società conti correnti riconducibili a un 52enne andriese con precedenti e condanne. Colpito anche il patrimonio di un 66enne
Sei immobili ad Andria e due a Casamassima, quattro società (tra cui un autoparco ad Andria), terreni e 5 conti correnti in tre istituti di credito. Beni per un valore di oltre 3 milioni di euro, sequestrati questa mattina dai Carabinieri del Comando provinciale di Bari.
I militari hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro emesso dalla Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Trani su proposta della Procura della Repubblica, ai sensi del Codice Antimafia.
I beni sono tutti riconducibili a un 52enne andriese, al momento agli arresti domiciliari e già sorvegliato speciale, con numerosi precedenti penali e condanne per rapina, associazione per delinquere finalizzata alla ricettazione, truffa, falsità materiale, estorsione e riciclaggio (reati commessi principalmente nel Nord Barese).
Il provvedimento scaturisce da una attività, avviata dal Nucleo investigativo del Comando provinciale. Redditi modesti, ma patrimonio rilevante, accumulato da attività illecite e intestato a familiari e prestanome: questa l’accusa degli inquirenti. Le indagini patrimoniali condotte dai Carabinieri hanno consentito di appurare come l’uomo e il suo nucleo familiare dal 1997 al 2013 non abbiano mai avuto redditi tali da garantire il loro alto tenore di vita.
Nell’ambito dell’operazione, gli stessi Carabinieri hanno eseguito anche un altro decreto di sequestro beni per un valore di 300mila euro, emesso dallo stesso tribunale. Si tratta di 15 terreni coltivati a uliveto e vigneto nel comune di Andria, disponibilità finanziarie e un’autovettura. Il tutto riconducibile a un 66enne andriese e ai suoi familiari.
L’uomo era già sottoposto all’avviso orale e condannato per diversi reati quali ricettazione, furto e riciclaggio. Nel 2014 fu arrestato per rapina, sequestro di persona, ricettazione e violazione della legge sulle armi. Anche sul suo conto i militari hanno appurato una evidente sproporzione tra i redditi dichiarati, neppure sufficienti a coprire i consumi familiari, e il patrimonio da lui accumulato.
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