Fitto: «Ripartire dai territori. Battaglia anti tasse»

Assemblea ieri a Bari dei Conservatori e Riformisti, il nuovo partito fondato dal parlamentare europeo
«Ripartire dai territori, per spiegare che un’idea di centrodestra diverso esiste e può essere vincente se solo si ritorna a interpretare la politica come quella di un tempo: guardando in faccia la gente e ascoltandola e confrontarsi».
Questo il progetto dei Conservatori e Riformisti, riunitisi ieri a Bari. La nuova formazione politica, fondata da Raffaele Fitto, parte dai risultati di un sondaggio Ixè, che assegna all’eurodeputato l’11% nella classifica di gradimento dei leader nazionali, a due punti dall’ex alleato Silvio Berlusconi.
«Avevamo un simbolo messo in campo solo 20 giorni prima e – ha dichiarato Fitto – so come è stato difficile fare una campagna elettorale senza la reale possibilità di vincere perché qualcuno si è assunto la responsabilità di un centrodestra diviso in Puglia. Ma sono soddisfatto del risultato che abbiamo conseguito perché per noi rappresenta solo l’inizio».
Un nuovo inizio anche alla Regione Puglia: «I pugliesi non possono essere i cittadini più tartassati d’Italia: ci batteremo in questa legislatura perché in Puglia siano abbassate, se non abolite, i balzelli ormai non più sostenibili».
Una battaglia anti tasse che diventa per Fitto l’ossatura stessa del nuovo progetto politico, che trova nei Conservatori e Riformisti il vestito migliore da indossare sul piano politico: «Ho aderito al gruppo europeo dei Conservatori e Riformisti perché il nostro modello governativo è quello che Cameron. La sua politica fiscale ci convince, perché se non affrontiamo davvero e seriamente una politica fiscale che punti a ridurre le tasse, non potremo mai parlare di ripresa economica».
Infine, l’argomento più caro al politico di Maglie: le primarie, «l’unico strumento valido per la selezione della classe dirigente del centrodestra, perché fuori dalle beghe interne, sono i cittadini che scelgono».
«Non è il momento di tatticismi e convenienze, ora – ha concluso Fitto – dobbiamo mettere in campo un nuovo progetto politico e riportarlo sui territori. Abbiamo bisogno di organizzazione territoriale regionale per un partita che, però, vuole andare oltre il confine della regione. Se qualcuno pensa di raffiguraci come transfughi che cercano di fare qualcosa, si sbaglia di grosso abbiamo un grande progetto e vogliamo discuterlo e costruirlo lo con chi vorrà confrontarsi».
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