Attentato alla sala giochi di Altamura, quattro arresti. Il video

La Redazione

In otto rimasero feriti lo scorso 5 marzo dopo lo scoppio di un ordigno. Movente legato alla lotta per il controllo del mercato del gioco d’azzardo

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I Carabinieri del Comando provinciale di Bari hanno fatto luce sull’attentato che lo scorso 5 marzo provocò ad Altamura il ferimento di otto persone.

I militari hanno notificato in mattinata un’ordinanza di custodia cautelare a carico di quattro persone, tra cui il 43enne Mario Dambrosio, fratello del più noto Bartolomeo, detto Bartolo, boss di Altamura ucciso in un agguato nel settembre del 2010.

Le indagini, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia, sono scattate all’indomani dell’esplosione in sala giochi di Altamura, che costò il ferimento di 8 giovani. Tra questi un 27enne, tuttora in coma per le gravi ferite riportate alla testa, un ragazzo di 33 anni che rischia di perdere l’uso di un braccio e un ragazzo di 26 anni, rimasto sfregiato in volto.

I carabinieri del Reparto operativo hanno rapidamente individuato una Fiat Punto di colore bianco, ripresa da alcune telecamere mentre transitava nei pressi del luogo dell’attentato, prima e dopo la violenta esplosione. Determinante è stato il particolare di un faro posteriore fulminato che ha permesso di risalire a un giovane 20enne del luogo incensurato. Sarebbe stato lui ad accompagnare sul luogo dell’attentato Savino Berardi, 25enne di Altamura con precedenti, e ad aspettarlo mentre collocava l’ordigno rudimentale, risultato a base di tritolo e ad alto potenziale.

L’attentatore portò a compimento i suoi intenti nemmeno alla vista delle numerose persone presenti, facilmente individuabili attraverso l’ampia vetrata dietro la quale è stato collocato l’ordigno.

E sono proprio queste circostanze, ovvero la micidiale potenza dell’esplosivo e la consapevolezza della presenza di numerosi giovani a ridosso della vetrata, che hanno consentito alla Dda di formulare l’accusa di strage, pienamente accolta dal giudice per le indagini preliminari. La particolare violenza dell’attentato è stata oggetto di numerosi commenti anche tra esponenti dei clan mafiosi baresi, che avrebbero dimostrato di essere chiaramente a conoscenza che il mandante dell’attentato fosse Mario Dambrosio.

Il movente sarebbe da ricercarsi nella lotta per il controllo del mercato del gioco d’azzardo, e più in generale del settore delle sale da gioco. Dalle indagini sarebbe emerso come Mario Dambrosio non volesse arrendersi al fatto di aver perso gran parte della clientela all’indomani del tentativo di omicidio, lo scordso 31 luglio. Si era anche recato nella sala giochi oggetto dell’attentato per prendere un simbolico caffè con i suoi ex clienti, un segnale che non era passato inosservato.

Benché gli autori del quel tentato omicidio fossero stati rapidamente individuati dai carabinieri del Reparto operativo e arrestati su richiesta dell’Antimafia, la forte tensione tra i clan di Altamura per la gestione delle sale giochi e dei traffici illeciti, come la droga, è rimasta comunque alta, fino a sfociare nell’attentato del 5 marzo. Non a caso, tre degli arrestati sono chiamati a rispondere anche dell’accusa di spaccio di cocaina, eroina e marijuana.
 

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