“Covers”, la personale di Marina Leo è un libro

La Redazione

Venerdì 12 la presentazione da Formaquattro

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Sarà presentato venerdì 12 giugno alle 19 nella galleria Formaquattro Covers, il catalogo dell’omonimo progetto inserito nella mostra personale di Marina Leo, Rooms, ospitata dal 21 maggio al 6 giugno nella galleria di via Argiro 73.

Covers nasce da un progetto: Onehundredthings. «Un invito a realizzare 100 immagini nella massima libertà e rispetto del mio lavoro personale di ricercare artistica. Ho deciso così di realizzare 100 copertine di libri» spiega l’autrice. .

«Qualche tempo fa – continua la Leo – ho ritrovato nella libreria di mio padre una collana di romanzi classici, pubblicati negli anni ’70 dalla Mondadori nella famosa collana “Oscar. Un numero elevato di  libri dal formato tascabile rivestiti in pelle rossa. Cento autori, cento romanzi che sono stati per me significativi. Ho così deciso di realizzare una nuova ideale collana di 100 titoli tra autori classici e contemporanei da me scelti, quel che si dice un  divertissement.  Nella mia personale rivisitazione le originarie copertine total rouge si sono arricchite di simboli, segni, parole, foglia oro, diventando cosi piccole opere contemporanee».

Marina Leo (1972) o Medì, abbreviazione di Mediterraneo, artista barese, opera nel campo artistico dal 1995. Dopo aver conseguito il diploma all’accademia di belle arti, ha dedicato la sua attività alla sperimentazione contemporanea dei materiali e anche all’illustrazione, alla scenografia e al costume per lo spettacolo. Artista ma anche convinta libraia nel quotidiano, crede fermamente nel potere della parola ma anche nel segno, nel gesto libero della mano che altro non è se non specchio e riflesso incondizionato di una mente aperta, curiosa e libera.

Dal disegno grafico passa alla progettualità materica, per arrivare all’uso del ferro e dello zinco. Con l’aiuto degli acidi corrode le lamine e le assembla, realizzando forme razionali ma al tempo stesso svincolate nella libertà totale delle acidazioni. All’uso di questo materiale pesante fa da contrasto la ricerca della leggerezza negli acquerelli, nei disegni a carboncino, lievi a volte impalpabili, spesso legati al mare o più intensi legati al figurativo. I suoi lavori trovano riferimento nel legame con la terra, inteso come senso di appartenenza. I suoi colori sono spesso dei rossi intensi, cupi, a volte “fegato”, come la terra rossa da cui lei stessa proviene.
 

 

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