Regionali, gli slogan non bastano. Libera chiede azioni concrete

La campagna "Riparte il Futuro" si rivolge ai sette candidati. Trasparanza nelle candidature e un potenziamento della legge antimafia approvata a marzo
«Per sconfiggere la corruzione dobbiamo essere sicuri di poter contare su amministratori impegnati in prima linea».
Libera e Gruppo Abele si rivolgono ai candidati alle elezioni amministrative e regionali. A loro è dedicata Riparte il Futuro, la campagna digitale contro la corruzione. Sono giorni di promesse e slogan, ma le due associazioni puntano al concreto. Viene chiesto, indipendentemente dal colore politico, di dimostrare fin da subito il proprio impegno contro la criminalità organizzata, aderendo di fatto alla campagna attraverso un portale web.
In Puglia le due associazioni partono dalla nuova Legge regionale antimafia numero 12, approvata lo scorso 23 marzo. «Il lavoro, istituzionale e civico, per arrivare a questa riforma è stato lungo e importante – commentano Libera e Gruppo Abele -. Questo percorso va continuato anche con il nuovo governo regionale, al di là di qualunque colore politico lo rappresenterà. Formazione, sostegno a iniziative di società civile, valorizzazione dei beni confiscati, sostegno alle vittime di mafia: ripartiamo da quanto già previsto, e provando a garantire misure regionali volte al contrasto del fenomeno corruttivo».
Per questo Libera Puglia chiede al prossimo presidente l’approvazione, nei successivi 100 giorni dalla prima riunione del Consiglio regionale, della delibera di giunta “Integrità a costo zero – Puglia”. Due gli impegni previsti dal provvedimento, l’attuazione della legge con mezzi e risorse adeguate, e l’integrazione della stessa legge con specifici strumenti anticorruzione. Un punto, il secondo, che mira a «garantire un’economia regionale trasparente, impermeabile a corruzione e mafie, adempiendo a quanto richiesto dall’area 2 dell’agenda di Riparte il futuro».
Le richieste di Libera Puglia si rivolgono direttamente ai sette i candidati alla guida della regione, Michele Emiliano, centrosinistra, Adriana Poli Bortone e Francesco Schittulli, area centrodestra, Antonella Laricchia, MoVimento 5 Stelle, Riccardo Rossi, lista L’altra Puglia, Gregorio Mariggiò, Verdi, Michele Rizzi, lista Alternativa comunista.
Gli aderenti alla campagna, una volta eletti, riceveranno il braccialetto bianco di Riparte il futuro, simbolo della lotta alla corruzione.
«Il primo modo per cambiare le cose – dichiarano le due associazioni – è farsi conoscere dagli elettori, ovvero rendere trasparente la candidatura, fornendo pubblicamente informazioni sulla loro vita professionale, economica, giudiziaria e dichiarando potenziali conflitti d’interesse. La candidatura trasparente è il “marchio di fabbrica” di Riparte il futuro. Non saranno accettate adesioni di candidati con condanne, o procedimenti giudiziari in corso, per mafia, corruzione e per reati di particolare rilevanza sociale, vista la funzione pubblica da esercitare».
E per sensibilizzare la cittadinanza, “Riparte il Futuro” ha pensato anche ad una raccolta firme. Sul sito web è possibile unirsi alla petizione generale che non solo chiama a raccolta i candidati, ma chiede a tutta la società civile di sostenere assieme a Libera e al gruppo Abele la campagna nazionale contro la corruzione.
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