Muratcentoventidue presenta “Mother”

Apre oggi la collettiva con Rita Casdia, Elisabetta Di Sopra, Anahita Hekmat, Chrischa Venus Oswald, Jenna Pippett e Karen Trask. Fino al 30 giugno
La galleria Muratcentoventidue Artecontemporanea (a Bari in ia G. Murat 122/b) prosegue il suo percorso espositivo con Mother.
Sei le artiste chiamate a confrontarsi in una collettiva sul tema della figura materna. Vernissage alle 19.30 di oggi.
Rita Casdia , Elisabetta Di Sopra , Anahita Hekmat , Chrischa Venus Oswald , Jenna Pippett e Karen Trask esplorano la r elazione primaria nella vita di ogni essere vivente, fondamentale per la costruzione di tutti i rapporti successivi, la relazione madre-bambino.
La prima, Rita Casdia, indaga, attraverso la video animazione, il disegno e la scultura, mondi emozionali a metà tra sogno e realtà, rivolgendo la sua attenzione principalmente ai meccanismi elementari dei sentimenti umani, con uno sguardo attento alle dinamiche generate dai legami affettivi e dalla sessualità.
La ricerca artistica di Elisabetta Di Sopra si esprime in particolar modo attraverso l’uso del linguaggio video per indagare sulle dinamiche più sensibili della quotidianità e delle sue microstorie inespresse, dove il corpo femminile assume un ruolo centrale perché custode di una memoria e di un suo linguaggio espressivo.
Il lavoro di Anahita Hekmat comprende una vasta gamma di media dai più tradizionali, come la fotografia, il disegno e la video installazione, ai più innovativi. Nei suoi video, parte da frammenti d’immagini, girate durante i suoi viaggi con un approccio documentario, e mediante il time stretching, la manipolazione e la sovrapposizione, crea una finzione poetica e mitica.
Il linguaggio preferito da Chrischa Venus Oswald è quello della performance. Nella sua ricerca mette a fuoco da un lato le problematiche relative alla condizione umana e dall’altro i codici di comportamento e l’identità dell’individuo nel rapporto con la società nel suo complesso.
Partendo da una collezione di cimeli di famiglia, il lavoro di Jenna Pippett cerca di creare un legame con il passato ri-immaginando degli eventi e delle situazioni della propria storia famigliare.
Le parole hanno un ruolo centrale nella ricerca artistica di Karen Trask, che è attratta dalla loro natura effimera e transitoria. Giocando con testi e forme narrative di vario genere, tratta i temi dell’assenza, della presenza, della memoria, dello spazio e del tempo.
La mostra resterà aperta sino al 30 giugno. Orario di apertura, dal martedì al sabato, dalle 17.30 alle 20.30.
Informazioni sul sito web e all’indirizzo mail della galleria, e su Facebook.
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