I piani per il trasporto di domani

La Redazione

Presentati il documento regionale dei trasporti e la programmazione triennale dei servizi. Giannini: «Non sono libri dei sogni»

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«Un lavoro straordinario per complessità, per approfondimento, per visione. Non è un punto di partenza, è contemporaneamente un punto di approdo, e anche un punto di partenza».

Nichi Vendola ha presentato ieri in Regione, accompagnato dall’assessore regionale ai Trasporti, Giovanni Giannini, il Piano regionale dei trasporti e il Piano triennale dei servizi.

Il primo ha durata quinquennale, con estensione quindi 2015-2019; il secondo documento attua gli obiettivi e le strategie di intervento dei servizi di trasporto pubblico regionale locale, individuate dal Piano regionale dei trasporti e ritenute prioritarie.

Il diritto alla mobilità sostenibile al centro del piano. «Noi non abbiamo mai ragionato in forma parcellizzata del nostro sistema di strutture e infrastrutture trasportistiche – ha continuato Vendola -, abbiamo provato ad immaginare, sin dall’inizio, una visione unitaria del sistema aeroportuale pugliese, così come del sistema portuale e di quello  ferroviario. Ognuna di queste modalità è stata ripensata in un’ottica sistemica. Non guardare cioè al singolo porto, ma guardare alla rete dei porti, cambia radicalmente la strategia, il respiro con cui si interviene».

Trasporto è sempre più sinonimo di tecnologia (uno su tutti, il progetto Gift) e mobilità ciclistica. A tal proposito il presidente ha richiamato quella che definisce come «la più grande operazione mai immaginata di allestimento di velostazioni sul territorio regionale, in prossimità dei nodi di scambio multimodale e con gli interventi di agevolazione e protezione della circolazione ciclistica». Si tratta di un potenziale di 4mila chilometri di rete ciclabile.

«Non sono libri dei sogni» ha tenuto a sottolineare Giannini. I tagli al settore hanno determinato la stesura di documenti «intelligenti, sostenibili, inclusivi. E veritieri».

Spazio, dunque, al project financing, escluso dalla precedente programmazione, e piccoli-grandi interventi strategici come la bretella tra A14 e SS 16 sud, che permetterà di evitare, con un’arteria a pagamento dedicata soprattutto al traffico pesante, la tangenziale di Bari e così di trasformare parte della attuale A14 Bari-Taranto in autostrada gratuita. Si tratta dell’unico grande intervento stradale: il resto riguarda ferrovie, con intermodalità, potenziamenti, tram-treni, raddoppi (tra cui la Bari-Matera in vista della manifestazione Matera capitale europea cultura) e infrastrutturazione metropolitana, oltre ai progetti strategici per l’Adriatica e la Bari Napoli.

Non mancherà la sperimentazione, alla voce bus shuttle rapid transit, che partirà tra la ferrovia di Brindisi fino all’aeroporto del Salento. Nei piani anche la portualità e il ridisegno strategico della mobilità aerea.
 

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