Ecomuseo Urbano del Nordbarese, c’è il progetto

La Redazione

Sarà allegato all'esposto per salvare il sito neolitico di Palese dalle ruspe

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L’Ecomuseo Urbano del Nordbarese: è il progetto che prevede un museo di vita diffuso sul territorio, con l’obiettivo di documentare, conservare e valorizzare i siti naturali e le manifestazioni della cultura materiale e immateriale all’interno di un territorio di antica antropizzazione ma anche di storica e più recente urbanizzazione. L’Ecomuseo include le aree urbane dell’attuale Prima Circoscrizione di Bari (Palese, Santo Spirito, Enziteto), il quartiere San Paolo e i Comuni di Bitonto, Modugno e Giovinazzo. Il fine è promuovere un sistema territoriale ampio, nel quale lo scambio tra aree rurali e urbane sia rispettoso delle specificità fisiche, storiche, culturali e produttive.

Il progetto dell’Ecomuseo Urbano del Nordbarese sarà accorpato all’esposto sulla vicenda del sito neolitico di 8mila anni fa, scoperto a Palese in un’area un tempo vincolata. Sabato si è tenuta una manifestazione di protesta, promossa da “Radici di Puglia”, coordinamento per la tutela e valorizzazione dei paesaggi storici. Sono state raccolte nuove firme per l’esposto, che contesta «lo sbandieramento teorico delle buone pratiche, la determinazione a non voler ulteriormente indagare per scoprire la reale estensione del villaggio, la caparbietà a costruire lì, a tutti i costi, cancellando una straordinaria pagina di storia identitaria che potrebbe avere importanti e strategiche ricadute culturali, didattiche, educative e di economia turistica».

Il sito neolitico, esteso per quattro ettari, risale al VI–IV millennio a.C. Le indagini del 2012 della Soprintendenza archeologica per la Puglia hanno evidenziato l’esistenza di resti di abitato e di deposizioni funerarie riferibili all’insediamento neolitico, con annessa area funeraria, già indagato nel corso degli anni 80 sullo scoglio che si protende in mare, denominato “La Punta”, nei pressi del lido “La Baia” e della Chiesa Stella Maris. Ciò nonostante, a luglio scorso la Soprintendenza archeologica ha espresso parere favorevole alla realizzazione di un complesso residenziale.

Ma i promotori dell’Ecomuseo Urbano del Nordbarese non si rassegnano ed insistono per una soluzione alternativa: un parco che integri archeologia e verde. “Radici di Puglia” propone, in linea con le direttive proposte dall’Unione Europea per l’ottenimento di ingenti finanziamenti destinati alla Città metropolitana di Bari, «la formulazione di un progetto di sistema, un “arcipelago archeologico metropolitano” che ha già entusiasmato al solo farne cenno alcuni sindaci del territorio interessato».

Il progetto dell”Ecomuseo Urbano del Nordbarese sarà sottoposto al sindaco metropolitano Antonio Decaro e al sindaco di Bitonto Michele Abbaticchio, alla Soprintendenza ai Beni Archeologici, all’assessore regionale all’Assetto del Territorio Angela Barbanente e al gruppo di redazione del Piano Urbansitico Generale di Bari, affinché venga inserita nel progetto urbanistico.

L’Ecomuseo comprende numerose emergenze, naturali e antropiche, legate tra loro dalla stessa storia geologica e da un’attività materiale comune: l’utilizzo del suolo a fini agricoli, produttivi e domestici e l’utilizzo delle coste a fini di pesca e tempo libero. Il territorio non è fatto di soli ambienti, con le loro componenti biotiche e abiotiche, ma ingloba pure la storia degli uomini che vi hanno abitato e lavorato nel passato (e che continuano a farlo) e le tracce che l’hanno segnato.
 

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