Lavorare vicino a casa? È possibile

La Redazione

Esistono alcuni casi in cui le opportunità di lavoro non mancano, ma all’ingente offerta non corrisponde un’altrettanto cospicua domanda. FlipCall, call center outbound leader nell’Italia meridionale, è alla ricerca di nuovo personale

0 commenta

I numeri sulla disoccupazione, nonostante i lievissimi miglioramenti, fanno ancora impallidire per la grave crisi che ha colpito il mondo del lavoro e in particolare le giovani generazioni. 12,9 sono i punti percentuali del dato generale, mentre la disoccupazione giovanile si attesta al 42%, tra i dati più elevati di tutta l’Unione europea. Tra i 15 e i 24 anni sono 663mila i senza lavoro.

Esistono però alcuni casi in cui le opportunità di lavoro non mancano, ma all’ingente offerta non corrisponde un’altrettanto cospicua domanda. Come mai? Quali sono i settori che risentono oltremodo di questa strana tendenza?

Quando ci siamo chiesti se è davvero possibile lavorare dietro casa propria, un lavoro normale, con un contratto, delle garanzie, le nostre ricerche ci hanno portati a Bitritto, dove sorge FlipCall, call center outbound leader nell’Italia meridionale. Abbiamo scoperto che l’azienda è alla ricerca di nuovo personale (esatto, nuova gente da assumere!), fa parte del Gruppo Comdata, con dodici sedi in Italia e, nel corso del 2015 – come da piano industriale – prevede di inserire più di 300 persone solo nella sede di Bitritto).

Una struttura imponente vista dall’esterno, molto più umana all’interno. Quattrocentocinquanta operatori telefonici, oltre 1000 mq nel complesso e un clima disteso, seppur orientato agli obiettivi.

Oltre al fisso garantito, se si raggiungono obiettivi di vendita telefonica, lo stipendio inizia ad essere più che interessante.

Visitando la struttura, quello che subito balza agli occhi è un’atmosfera distesa ma in costante movimento, persone sorridenti ma mai distratte, centinaia di voci che parlano con utenti in tutto lo Stivale senza accavallarsi. Potremmo definirlo un “fermento ordinato”.

Parliamo con chi lavora in questo grande spazio in cui predomina il bianco delle scrivanie. Gli operatori confessano la loro diffidenza iniziale, svanita in un istante con la soddisfazione della prima busta paga.

C’è chi si accontenta o ha la necessità di lavorare cinque ore al giorno, c’è chi preferisce tirar tardi e riesce a portare a casa oltre mille euro al mese, un salario da fare invidia a tanti lavoratori dell’era contemporanea.

C’è chi vi ha trovato un’opportunità di riscatto sociale, chi ha bisogno di integrare il bilancio familiare, chi si è ripreso da una sciagura economica ed anche giovani studenti che riescono così a pagare la retta universitaria.

Fuori, un ragazzo sui venticinque anni si prende una meritata pausa dopo decine, forse centinaia di chiamate. Gli chiediamo se gli piace il suo lavoro. Non ha dubbi: anche in un call center ci si può togliere delle soddisfazioni e fare carriera, scalando i vertici di una complessa struttura aziendale. Ai suoi coetanei suggerirebbe di provarci, ne è sicuro.

Rientriamo nel vocio generale. Ci accoglie Simona, che adesso è supervisor. Anni fa, anche lei ha cominciato proprio come operatrice.

Ci guida tra un corridoio e l’altro. Gli impiegati si susseguono nelle telefonate. Ci spiega meglio la situazione dell’azienda, sempre alla ricerca di nuovi collaboratori. FlipCall sta reclutando in questi giorni del personale nuovo e sta svolgendo una serie di colloqui conoscitivi. Interessante per chi cerca un lavoro ed ha voglia di mettersi in gioco.

L’itinerario da seguire per diventare operatori telefonici, peraltro, non richiede particolari procedure e non impone assurde trafile burocratiche. Si può anche decidere l’orario di lavoro. Quindi se si è mamma, e la mattina si è impegnate con la famiglia, si può scegliere la fascia oraria pomeridiana.

È sufficiente inviare un curriculum vitae all’indirizzo selezioni@flipcall.it per essere immediatamente richiamati ed avere un primo contatto con l’azienda.
 

avatar

Nessun commento ancora. Scrivi il primo!