Il naso artificiale sta nascendo nei laboratori dell’Università

Studiosi baresi hanno messo a punto una nuova generazione di biosensori. Il lavoro pubblicato su "Nature Communications"
Una delle cose più difficili per la scienza è riprodurre artificialmente la percezione olfattiva degli esseri umani, ma il team dell’Università degli Studi di Bari, coordinato dalla professoressa Luisa Torsi e composto da Gerardo Palazzo , Maria Magliulo e Gianluca Lattanzi, ha ind ividuato un modo per realizzare dei biosensori capaci di codificare e decodificare gli odori con una precisione che si avvicina molto a quella del “naso umano”.
I ricercatori hanno così guadagnato l’attenzione della prestigiosa rivista scientifica internazionale Nature Communications.
La ricerca rientra all’interno del progetto europeo FlexSmell, coordinato dal Dipartimento di Chimica dell’Università di Bari e ha come partner l’Università di Manchester, il Politecnico di Losanna, l’Università di Sheffield e l’Università di Tubinga.
Grazie agli sviluppi di questo lavoro sarà possibile realizzare una nuova generazione di biosensori che potranno essere utilizzati per fiutare odori molesti, per segnalare cibo in avaria o la presenza di aria inquinata.
Nel biosensore messo a punto dal team barese, si utilizza come elemento di riconoscimento degli odori una proteina cosiddetta “odorante”. Queste proteine si trovano nel muco del naso e funzionano come recettori olfattivi che servono a percepire l’odore. Gli scienziati hanno deciso di prendere in prestito, direttamente dal nostro sistema olfattivo, proprio questa proteina.
Trovare le condizioni ideali per estrarre quantità sufficienti di “odorante” e integrare la proteina nel dispositivo elettronico non è stato – assicurano i ricercatori – un lavoro semplice.
Il team ha anche sviluppato metodi per modificare il modo in cui le proteine reagiscono, è stato così possibile individuare e riconoscere diversi tipi di sostanze. Attraverso l’uso di un transistor che incorpora le proteine, gli scienziati sono stati in grado di misurare le variazioni di corrente collegate alla reazione che avviene quando queste interagiscono con gli odori.
È stato vincente l’approccio interdisciplinare alla ricerca. Nel gruppo di lavoro barese infatti sono presenti chimici, fisici e biochimici che con entusiasmo e determinazione hanno lavorato gomito a gomito percorrendo una strada mai battuta in precedenza.
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