Regionali, il centrodestra torna a guardare a Schittulli

Il colloquio personale con Berlusconi, l'appoggio degli alfaniani, il ritiro di Marmo: la coalizione sembra aver scelto
I giorni passano, la data delle elezioni regionali si avvicina, e nel centrodestra si avvicina il momento della verità.
Le primarie sembrano allontanarsi. Non saranno, probabilmente, le consultazioni tra i sostenitori e simpatizzanti dell’ex Pdl a designare lo sfidante di Michele Emiliano alla presidenza della Regione.
Torna in auge il nome di Francesco Schittulli, per almeno tre motivi.
Le cronache narrano di un incontro, giovedì, a Palazzo Grazioli, il quartier generale romano di Silvio Berlusconi. L’ex cavaliere avrebbe fornito il suo sostegno all’ex presidente della Provincia, di fatto annullando le possibilità di svolgimento delle primarie. E con buona pace di Raffaele Fitto.
Anche tra le file del Nuovo centrodestra di Angelino Alfano si pronuncia il nome di Schittulli. Lo ha sancito una riunione, nella mattinata di ieri, del coordinamento regionale alla presenza, tra gli altri, dei coordinatori regionali, Massimo Cassano e Massimo Ferrarese. L’assemblea ha ritenuto di voler confermare Schittulli «quale migliore personalità per rappresentare la coalizione».
L’Ncd inoltre chiede si faccia in fretta. «I tempi sono sempre più stretti e il centrosinistra è già da tempo in piena campagna elettorale – aggiungono Cassano e Ferrarese -. Chiediamo quindi far chiarezza, scegliere e partire con le attività politiche ed elettorali. Questo è quanto dobbiamo a chi in passato ha scelto, e in futuro vorrà accordarci il proprio consenso».
Il terzo elemento che gioca a favore di Schittulli è la rinuncia alla corsa da parte di Nino Marmo. Il vicepresidente del Consiglio regionale, il primo a candidarsi a primarie che probabilmente il centrodestra non terrà mai, lascia la partita con l’amaro in bocca, non senza togliersi qualche sassolino dalla scarpa.
«Più volte, dopo la mia candidatura, ho invocato il confronto con gli esponenti della nostra coalizione, invitandoli a candidarsi e a sostenere con me le primarie. La risposta è stata il silenzio – critica -. Un silenzio ottuso e assordante che, si badi bene, non ha nuociuto al candidato Marmo, ma alla Puglia e a tutti quei pugliesi, che guardavano al centrodestra con speranza e ottimismo, ansiosi di voltare pagina».
Fermo e deciso è il j’accuse contro il centrodestra regionale: «Le primarie del 23 novembre sono state lasciate morire e nessuno ha avuto il coraggio di dire qualcosa. Si è preferito alimentare una serie di “tavoli” che non hanno deciso nulla salvo farci dipingere dagli organi d’informazione come confusi e in balia di veti contrapposti. Sinceramente non ritengo onesto e giusto dare ai pugliesi un tale, brutto, spettacolo».
«Per questo – annuncia – rimetto la mia candidatura nelle mani del partito e attendo che sia trovata al più presto una degna soluzione. Non cercherò scorciatoie per accedere alle stanze romane, direttamente o attraverso noti circoli ristretti, per elemosinare benedizioni come altri fanno. Non si può essere candidato, sacrificato alla sconfitta, che poi passa all’incasso magari per una candidatura in lista bloccata. Io desidero conquistare sul campo il mio ruolo».
«Spero di essere informato se si svolgeranno le primarie», aggiunge Marmo. Un sarcasmo che la dice lunga sulla sua delusione.
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