Al Margherita la Siria di ieri e oggi

La Redazione

Le immagini dei luoghi devastati dal conflitto a confronto con il recente passato. Fino al 29

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L’idea occidentale che l’Occidente ha del Medio Oriente è quella dei resoconti degli “inviati di guerra”. Un volto oscuro, dove tutto è complesso e inestricabile. Le immagini che giungono dai territori travolti da una guerra più grande della stessa Siria, devastanti, si perdono nella nostra memoria come gocce nel mare dell’informazione globale e, perquesto, parziale.

Per capire la Siria di oggi, quella della guerra esplosa nel 2011 è necessario guardare la Siria di ieri: i volti delle persone, i tanti bambini sorridenti, i mercati inondati di cittadini, iconcerti affollati di ragazze e ragazzi spensierati, come i nostri figli. Luoghi le cui vestigia raccontavano una storia più antica della civiltà occidentale ospitavano la vita che, oggi, non c’è più.

Tutto questo è “I volti della Syria”, mostra fotografica inaugurata sabato al Teatro Margherita. In esposizione  “fotografie di viaggio” risalenti al 2010 messe a confronto con quanto oggi è rimasto di quei luoghi. Un “confronto all’americana”, un prima e un dopo crudeli che potranno aiutare la gente a comprendere come fosse normale e bella la terra del Tigri e dell’Eufrate.

La mostra è a cura del Centro studi e ricerche di orientalistica di Bari, presieduto da Kegham Jamil Boloyan, professore ed esperto di lingua araba dell’università del Salento.

Resterà aperta fino al 29 dicembre dalle 10.30 alle 13 e dalle 17 alle 20.30.
 

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