«Genitore 1 e 2? No grazie, vogliamo la mamma e il papà»

La Redazione

I nuovi moduli per le iscrizioni scolastiche hanno eliminato le diciture "padre" e "madre" per andare incontro alle istanze gay. Insorge il centrodestra: «Siamo alla follia»

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Il Comune di Bari adotta la formula di “genitore 1” e “genitore 2” per sostituire le diviture “padre” e “madre” nei moduli scolastici e l’opposizione insorge.

Non piace a Forza Italia e Fratelli d’Italia il provvedimento varato dall’amministrazione Decaro per andare incontro alle istanze lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e transgender), e presentato martedì nell’ambito della campagna contro l’omofobia (lo slogan “Non cedere il posto all’indifferenza” viaggerà per venti giorni nei bus Amtab).

«I bambini sono l’anello più debole e indifeso di questa assurda catena di montaggio dei desideri scambiati per diritti che, purtroppo, a Bari, viene avallata dall’amministrazione Decaro» dichiara Luigi d’Ambrosio Lettieri, coordinatore cittadino forzista.

«È da loro – continua il senatore – che occorrerebbe partire per costruire la società migliore. Invece si preferisce partire dagli egoismi degli adulti. Non si può davvero pensare che usare due parole naturali ed antiche come madre e padre possa essere foriero di intenti discriminatori e omofobi. Siamo alla follia. È semmai vero il contrario: ad essere discriminati sono proprio  i padri e le madri. E a fare le spese di questa giostra dei desideri sono soltanto loro: i bambini. Invito caldamente il sindaco Decaro a ripensarci».

Polemiche anche le prese di posizione di Fabio Romito e Filippo Melchiorre, rispettivamente vicepresidente della Commissione Pubblica istruzione e della Commissione Cultura. Entrambi annunciano che nei prossimi giorni inviteranno i cittadini baresi a «rispedire al mittente i moduli proposti dall’Amministrazione per l’iscrizione alle scuole materne comunali».

«Questa iniziativa – afferma Romito – non è stata condivisa con la Commissione pubblica istruzione, ma sono pronto a dare battaglia».

I due consiglieri sottolineano come «non si possa consentire all’ego elettorale del sindaco Decaro di sconvolgere e discriminare le famiglie baresi che si vedono addirittura private – loro sì – del diritto sacrosanto di continuare ad essere espressione di una famiglia naturale tutelata dalla Costituzione: essere padri e madri non può in alcun modo essere cancellato dalla lingua italiana con un surrogato tecnicismo».

«La vera omofobia – concludono Romito e Melchiore – non si combatte certo imponendo alla cittadinanza scelte irrispettose e prepotenti che umiliano la nostra coscienza e la nostra cultura e civiltà, quella legata ai valori cattolici, ma anche quella laica. Va tutelato innanzi tutto il diritto del figlio ad avere un padre e una madre! Siamo pronti a comprendere esigenze e nuove necessità a cui la società contemporanea ci pone di fronte, ma non al prezzo di negare la realtà e, soprattutto, di ledere i diritti dei bambini».

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