Iva evasa per 2,2 milioni, sequestrati beni all’imprenditore

La Redazione

Sigilli della Finanza a un appartamento, un’autorimessa, conti correnti e titoli per un valore di 420mila euro

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Un sequestro di beni per un valore di circa 420mila euro è stato messo a segno nei giorni scorsi dalla Guardia di finanza nei confronti del legale rappresentante di una società barese operante nel settore del commercio all’ingrosso di imballaggi in materie plastiche.

L’uomo è indagato dalla Procura di Bari per utilizzo di fatture per operazioni soggettivamente inesistenti.

Il decreto di sequestro preventivo, finalizzato alla confisca per equivalente, è stato emesso emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bari, e nello specifico riguarda un appartamento, un’autorimessa, conti correnti e titoli per un valore complessivo.

L’operazione, denominata “Tax Refund”, ha permesso di quantificare e segnalare circa 2,2 milioni di euro di Iva evasa dalla società barese negli anni dal 2007 al 2012.

Il meccanismo fraudolento individuato è quello classico utilizzato nelle cosiddette “frodi carosello”: diverse società italiane simulavano cessioni intracomunitarie di beni (non imponibili ai fini Iva) nei confronti di società estere fittizie. Queste ultime simulavano cessioni intracomunitarie nei confronti di diverse società italiane denomiante “cartiere”, vale a dire create al solo scopo di emettere fatture con l’indicazione dell’Imposta sul valore aggiunto nei confronti di società nazionali, mai versata nelle casse dell’erario.

In realtà le merci, senza mai uscire dall’Italia, venivano trasportate direttamente dai fornitori iniziali ai destinatari finali, tra cui la società barese, che dalla frode ha tratto un duplice vantaggio.

Da una parte la società detraeva interamente l’Iva risultante dalle fatture emesse dalle società cartiere, ottenendo indietro anche la restituzione di circa la metà dell’imposta (da cui scaturisce il nome dell’operazione); dall’altra, disponendo di prodotti a prezzi concorrenziali, ha notevolmente incrementato il proprio volume delle vendite a discapito degli operatori onesti del settore.
 

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