Città e campagna, al PugliArch il caso Sant’Anna

Ieri il via al festival dell'architettura. Si è discusso anche del quartiere periferico ai margini di Japigia
Ha preso ufficialmente il via ieri la seconda edizione del PugliArch, il festival dell’architettura organizzato dal Gab (Associazione giovani architetti della provincia di Bari) d’intesa con la Federazione regionale degli ordini degli architetti Ppc della Puglia.
Cerimonia d’inaugurazione al Margherita, per una “tre giorni” di letture, mostre e seminari dedicati al tema “Crossing Architecture”. Tanti gli ospiti d’eccezione, grandi nomi dell’architettura, provenienti da diverse parti d’Europa, che offriranno il proprio contributo in ordine di idee, innovazione e confronto sul tema dell’incrocio tra città e campagna: Oriol Capdevila Arus (Spagna), Arriola & Fiol (Spagna), Joao Morgado (Portogallo), Awp (Francia), Cz Studio (Italia), Eduardo Costa Pinto (Portogallo), Uwe Schröder (Germania), Joäo Gomes da Silva (Portogallo), Valeria Maria Mininni (Italia) e Giuseppe Scaglione (Italia), Antonio Monestiroli (Italia), Carlo Garzia (Italia) e molti altri.
«Per la prima volta in assoluto nel sud-Italia – ha dichiarato Palma Librato, coordinatore del festival – noi architetti sponsorizziamo altri architetti viventi contemporanei locali ed europei, perché vogliamo formarci vedendo progetti dei nostri illustrissimi colleghi, vogliamo dire alla società che l’Architettura è lo spazio in cui vivono tutti, non è distante da nessuno di noi e che fare una bella città, un buon progetto è interesse di tutti».
Tra gli ambienti del teatro sono state allestite due mostre fotografiche. “Indicativo Presente, l’area 22 restituita” costituisce il punto di arrivo del workshop di fotografia svoltosi dal 28 al 31 ottobre, a cura di Carlo Garzia. La seconda, invece, è stata allestita a coronamento del bando “Call for young photographers”, riservato a giovani fotografi under 40 sul tema della progettazione delle aree tra città e campagna.
Idee progettuali, quelle elaborate nel corso del festival, di cui il Comune terrà conto. Lo ha dichiarato l’assessore all’Urbanistica, Carla Tedesco. che ha ipotizzato una loro possibile integrazionebel Programma triennale delle opere pubbliche. «L’area di Sant’Anna – ha commentato – presenta alcune gravi criticità che testimoniano l’assenza di un disegno organico di città e l’inefficacia dell’azione di controllo da parte del pubblico sull’operato dei privati. Ora toccherà all’amministrazione gestire e superare queste discrepanze».
«Una delle più evidenti carenze infrastrutturali – ha aggiunto l’assessore ai Lavori pubblici, Giuseppe Galasso – è nell’assenza di raccordi tra le strade esterne e l’unico vero asse viario interno che certifica la gravità della condizione di inaccessibilità nell’area di Sant’Anna. Nonostante le prescrizioni dei precedenti piani regolatori generali, ci sono vicoli che non portano da nessuna parte e stradine che vanno dal nulla al nulla. Questa privazione di collegamenti, come denunciano i cittadini, si manifesta anche nell’impossibilità di fruire direttamente e facilmente del mare e, in aggiunta alla privazione di adeguati spazi pubblici, comporta una poca dignitosa vivibilità del quartiere».
«Bisogna, pertanto – ha concluso l’assessore – lavorare per costruire una diversa visione di città che accolga questo territorio e non lo faccia essere più un irrilevante satellite di Japigia».
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