Tesseramento atleti, il Coni contro Regione: «Legge vessatoria»

Il testo, approvato nel 2013, può punire con una sanzione di 5mila euro le società e le federazioni. Sannicandro: «Enorme impegno di risorse umane, maggiori costi e allungamento dei tempi»
Il Coni Puglia attacca la legge regionale che regola il rilascio delle certificazioni di idoneità all’attività sportiva agonistica.
Nel mirino del comitato olimpico la legge 18 del 19 luglio 2013, con cui la Regione Puglia può punire con una sanzione di 5mila euro le società e le federazioni nel caso il tesseramento di un atleta, per attività agonistica, avvenga in mancanza di validità del certificato medico di idoneità.
Un testo legislativo definitivo, seza giri di parole, «vessatorio» dal presidente del Coni Puglia, Elio Sannicandro. «Questa prescrizione è – aggiunge – di impossibile attuazione per le federazioni sportive a livello regionale» in quanto i tesseramenti avvengono per via informatica a cura delle società sportive che inseriscono online tutti i dati dichiarando, sotto propria responsabilità, di essere in possesso di certificato medico di idoneità alla pratica agonistica.
«Il numero dei tesseramenti è enorme per ogni federazione e risulta impossibile controllare decine di migliaia di atleti tesserati in tutta Italia – fa notare il comitato olimpico -. Ciò comporterebbe un enorme impegno di risorse umane e quindi maggiori costi nonché un allungamento dei tempi di tesseramento che si ritorcerebbe contro le stesse società sportive».
La stessa legge regionale ha istituito il tesserino medico elettronico per seguire il percorso sportivo-sanitario degli atleti, il che consentirebbe un effettivo controllo medico, costante nel tempo, per gli atleti agonisti. «Ma questo servizio, a cura del sistema sanitario regionale, non è ancora stato attivato» sottolinea il Coni.
Le liste d’attesa per le visite mediche si estendono, inoltre, fino a febbraio: «Ciò significa che le società sportive non riescono ad avere l’aggiornamento dei certificati medici per i propri atleti dovendo attendere mesi per le visite: ma sono pure passibili di pesanti sanzioni, da parte della Regione, per mancanza di tale certificato. Quindi un vero paradosso. E le federazioni sportive sono corresponsabili di eventuali mancanze».
«La soluzione burocratica più normale – provoca il presidente del Coni Puglia – nel nostro paese malato di burocrazia sarebbe quella di sospendere tutti i campionati e le attività sportive per non incorrere in sanzioni?».
Una possibile soluzione, suggerisce il Coni, sarebbe quella di inserire la Medicina dello sport nelle branche di Medicina preventiva, che non sono sottoposte a limiti di spesa.
Un altro suggerimento, indicato alle federazioni e società sportive, riguarda il periodo dei tesseramenti. Evitando di non concentrarli tra agosto e ottobre, all’inizio dei campionati, ma distribuendoli durante gli altri mesi dell’anno.
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