Sanità, Stefàno: «Conti risanati, adesso puntare sulla qualità»

Dibattito ieri a Bari. Nel comitato elettorale del candidato alle primarie del centrosinistra anche Nichi Vendola ed Elena Gentile
Dibattito sulla sanità ieri a Bari. Ne hanno parlato ieri a Bari il candidato alle primarie del centrosinistra per le Regionali, Dario Stefàno, il presidente della Regione, Nichi Vendola e l’europarlamentare ed ex assessore al Welfare, Elena Gentile. La discussione è stata moderata dal giornalista Luca Telese.
«La sanità – ha subito dichiarato il senatore di Sel – è il terreno principale su cui si misura la credibilità di una classe dirigente. Noi vogliamo oggi porre la massima attenzione alle criticità, se queste riguardano i diritti violati degli ammalati. Per questo dico che non dobbiamo tenere la politica fuori dalla sanità, ma dobbiamo portarla nelle corsie degli ospedali, nelle sale operatorie, nelle residenze socio-sanitarie, col solo obiettivo di servire gli interessi dei cittadini e non quelli di parte».
«Sarebbe ingeneroso – ha continuato Stefàno – se consegnassimo una lettura solo negativa di questo decennio: c’è una sanità dell’eccellenza in Puglia che deve diventare modello diffuso, con reparti all’avanguardia, macchinari di ultima generazione e medici eccellenti».
Il candidato alle primarie del 30 novembre ha poi ricordato quanto scritto dalla Corte dei Conti di Bari: «Nel primo triennio del piano di rientro (2010/2012), si è passati da un disavanzo di 332 milioni di euro a un saldo attivo di 3,9 milioni di euro. Si sono registrati significativi risultati positivi nei tempi di pagamento dei fornitori e nel punteggio attribuito in sede di valutazione dei Lea, passato da 77 a 140 nel 2012».
«Ora dunque – ha proseguito – possiamo puntare sulla qualità in tutti i servizi, senza eccezioni. Correre come un treno verso un cambio radicale di cultura e ricordare che gli ospedali curano le malattie, ma la salute si garantisce con una rete di servizi socio sanitari territoriali diffusi e con accordi con i comuni sfruttando meglio i piani sociali di zona. Fisso un obiettivo, che non è personale o di coalizione, ma di tutti i pugliesi: cinque anni per migliorare del 30% il punteggio ministeriale delle prestazione ospedaliere e fare della Puglia una regione d’eccellenza».
Qualificazione dell’offerta e della prestazione, gli obiettivi. «Serve – secondo Stefàno – però un coraggio nuovo: in questi anni si è proceduto ad una organizzazione per dipartimenti, a cui ora dobbiamo affidare budget e obiettivi e chiedere conto dei risultati. Perché un livello di governance è molto più efficace se monitorata costantemente. Abbiamo avviato un’opera di infrastrutturazione tecnologica, abbiamo intrapreso la lotta al precariato, oggi chiediamo a questa struttura di accompagnarci nello sforzo di qualificazione degli ospedali e dei servizi territoriali. Abbiamo riqualificato la spesa, riducendo le aree di spreco, vogliamo fare ancora meglio: eliminare inefficienze che ancora esistono e recuperare risorse per i servizi di cura».
Gli ostacoli: «Dobbiamo abbracciare un duplice impegno: da una parte pretendere con forza e determinazione, da Roma e dall’Europa, maggiore considerazione sui limiti e i vincoli di natura finanziaria che si frappongono ai nostri obiettivi; dall’altra però, la chiave per aprire la porta del cambiamento può venire solo da una straordinaria opera di corresponsabilità della gestione della cittadinanza».
«Per cambiare le cose – ha concluso Stefàno – c’è bisogno di un lavoro comune, di una condivisione di obiettivi con medici, operatori, associazioni di volontariato, sindacati, senza il quale ogni nostro sforzo risulterebbe insufficiente. La salute è un bene comune, ed insieme dobbiamo difenderlo e valorizzarlo».
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