Il marmo dialoga con l’acqua. Riapre al pubblico il palazzo dell’Aqp

La Redazione

Visite guidate gratuite il sabato e la domenica dalle 10 alle 12. Si comincia domani. Alle 17 in scena "Kokoriko"

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Il Palazzo dell’acqua, la storica sede dell’Acquedotto Pugliese di Bari, in Via Cognetti 36, riapre al pubblico.

Porte aperte sabato e domenica, dalle 10 alle 12. Si comincia domani. L’ingresso, su prenotazione, è gratuito.

Per celebrare l’apertura, l’Acquedotto pugliese ospiterà, alle 17, nell’androne del palazzo, “Kokoriko”, un monologo interpretato dall’attore Martin Ilunga Chishimba, diplomato all’Accademia d’arte drammatica del Piccolo Teatro di Milano. Si tratta della conclusione del progetto “Nella gioia e nel dolore: Porto Ricco Sud” vincitore del bando Principi attivi 2012, sostenuto dalla Regione Puglia e patrocinato da Comune di Bari, I Municipio I e e Teatro Pubblico Pugliese, con la collaborazione del Teatro Kismet OperA.

Il palazzo, commissionato nel 1924 dal regio commissario dell’ente dell’epoca, l’Ingegnere Gaetano Postiglione, al trentunenne Cesare Vittorio Brunetti, perché fosse testimonianza perenne della storica conquista dell’acqua, rappresenta uno splendido esempio di tardo romanico pugliese di transizione.

Lo stile prescelto si integra perfettamente con la tradizione locale, che nel palazzo trova espressione oltre che nei materiali, anche nei moltissimi riferimenti stilistici decorativi, ispirati ai più famosi monumenti architettonici della regione. La pietra di Trani per il rivestimento esterno, mostra, nei dettagli scolpiti in opera, sui capitelli, nelle iscrizioni delle bifore e sui balconi, tutta la sapiente abilità degli scalpellini locali. Il palazzo è la tangibile espressione dell’antico, grande progetto realizzato: portare l’acqua, anche grazie alla collaborazione delle popolazioni dell’Irpinia e della Lucania, e rendere produttiva una terra cronicamente assetata, migliorando le condizioni di vita dei suoi abitanti.

La storia di questa impresa scritta nella pietra è raccontata con simbolica efficacia dal decoratore Duilio Cambellotti attraverso una ricca galleria di dipinti murali, di sculture, dimobili ed altre forme decorative. Va precisato che il termine “decoratore” va inteso in senso storico; per Cambellotti “decorare” significò intervenire sul progetto delle tre facciate, progettare l’immagine di ogni particolare degli interni (dai soffitti ai pavimenti, dalle porte alle finestre, dalle pitture alle sculture per le pareti, dai mobili ai soprammobili, alle vetrate, ai tappeti, all’illuminazione, agli ascensori a tutto), fare del Palazzo dell’Acquedotto Pugliese di Bari un ideale e, al contempo, concreto “laboratorio” per la sua genialità creativa.

L’edificio, completato anche nelle decorazioni (salvo alcuni dettagli dell’appartamento presidenziale che furono ultimati nel 1934), non ebbe – come meritava – una inaugurazione ufficiale. L’opera rimane un esempio di creazione artistica con un unico tema dominante: l’acqua.

Situato nel cuore di Bari, “Il Palazzo dell’Acqua” è diventato nel tempo un patrimonio della Puglia e dei pugliesi.
 

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