Protesta nel Cie, migrante si cuce le labbra

La Redazione

Fatì chiede alla autorità la liberazione immediata. Il drastico gesto dopo sei giorni di sciopero della fame e della sete

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Sei giorni di sciopero della fame e della sete, poi la drastica decisione di cucirsi le labbra.

Fatì, migrante ospitato nel Centro di identificazione ed espulsione di Bari, chiede alla autorità la liberazione immediata.

«Da questa mattina ha già ricevuto tre solleciti – raccontano dal collettivo “Rivoltiamo la Precarietà” – per spingerlo a concludere la protesta lasciandosi scucire le labbra».

Lo straniero è giunto a Bari dal Cie di Ponte Galeria dove, riportano gli attivisti baresi a sostegno dei migranti, non mancherebbero tensioni.

 

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