I divoramenti di Chiara Gatto

Tre tappe per la prima personale della giovane artista barese. Si comincia da Lecce, poi Bari e Matera
Per la prima personale della giovane e talentuosa artista barese Chiara Gatto, la Galleria Formaquattro presenta il progetto itinerante “Divoramenti”.
La mostra prevede tre tappe interregionali. La prima a Lecce (dal 12 al 28 settembre), nella Galleria Scaramuzza Arte Contemporanea, la successiva a Bari (dal 10 ottobre al 2 novembre) nella Galleria Formaquattro, l’ultima a Matera (dal 21 novembre all’8 dicembre) nella Momart Gallery.
L’artista nasce a Bari nel 1990. Conseguita la laurea nell’Accademia di Belle Arti di Bari, si dedica con ingegno alla pittura giungendo alla formulazione di un repertorio figurativo d’indiscussa originalità, in cui si compendiano vigore espressionista e pratiche surrealiste. Da circa tre anni è impegnata in un’alacre attività espositiva.
Nel 2012 inaugura la sezione “Previsioni” del Beluga Art Project Space di Rutigliano. Nel 2013 firma il quinto progetto “Wall in progress”, curato da Marilena di Tursi, nella Galleria Bluorg di Bari. Nello stesso anno partecipa a numerose collettive e figura tra gli artisti menzionati della decima edizione del Premio Nazionale delle Arti. Nel 2014 ha partecipato con la galleria Formaquattro di Bari ad “Affordable Art Fair” di Milano.
“Chiara Gatto accosta, senza remore né timori, realtà terrigna e derive psichiche – scrive Carmelo Cipriani, curatore della mostra -. La sua ricerca sembra privilegiare la dimensione dell’inconscio e della superstizione, inscenando voli pindarici tra la superficie della forma e la profondità del contenuto. La sospensione del senso è per l’artista il fondamento poetico di una ricerca espressiva giocata sull’instabilità, intesa come condizione privilegiata per l’esplorazione del confine tra visibile e invisibile.
Scenari tetri e figure fantasmatiche si corrispondono in una bipolarità oscura: non si comprende se siano gli ambienti il riflesso di una tristezza interiore dei protagonisti o, al contrario, siano questi ultimi a soffrire del male che affligge i luoghi che li ospitano. Le sue stanze costituiscono la giusta metafora di una società compromessa, estraniante e luttuosa. Mentre nelle pareti sembrano riverberarsi i dubbi e i drammi degli anonimi protagonisti, miseri supereroi, animali di carta e pesanti origami divengono i dominanti archetipi di un’esistenza folle”.
La mostra sarà visitabile tutti i giorni (fino al 28 settembre) dalle 18 alle 21.
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