Sanità, approvato il Programma operativo

La Redazione

Nel documento l'impegno alla riqualificazione del sistema sanitario regionale. Forza Italia perplessa

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La giunta regionale ha approvato il Programma operativo 2013-2015, con il quale, in continuità con il Piano regionale della salute, è stato assunto l’impegno di attivare la riqualificazione del sistema sanitario regionale.

Il provvedimento ha recepito le indicazioni formulate dai ministeri dell’Economia e einanze e della Salute e delinea le linee di indirizzo strategico di intervento sui molteplici aspetti in cui si articola il sistema sanitario regionale. Si punta, spiega la Regione, «al miglioramento della qualità dell’assistenza e dell’accesso a cure sempre più appropriate e adeguate ai bisogni di salute della popolazione».

Da lunedì, annuncia l’assessore Donato Pentassuglia saranno riprese in esame la rete ospedaliera e quella territoriale, «nell’ottica finalmente della qualificazione e del potenziamento dell’offerta di servizi; aggiorneremo la rete dell’emergenza-urgenza e del 118; daremo respiro al sistema attraverso il piano assunzionale 2014-2015, in modo da avviare quanto prima le procedure concorsuali e procederemo al reclutamento del personale necessario entro l’anno».

«Tutti i temi saranno oggetto di confronto e verifica sia in sede tecnica che in sede politica affinchè ogni decisione possa nascere nel solco della condivisione e della partecipazione».

«Forti perplessità» sull’atto della giunta nutre Forza Italia e il senatore Luigi d’Ambrosio Lettieri. «Praticamente a Pentassuglia toccherebbe fare quel che i governi Vendola non hanno fatto in quasi dieci anni», commenta.

«I pugliesi devono sapere – continua d’Ambrosio Lettieri – che la strada è lastricata di difficoltà, considerato che le regioni inadempienti rischiano di perdere il 3% delle risorse assegnate, che non ci risulta la Puglia sia avanti nel monitoraggio dei fabbisogni sul territorio, base indispensabile per la riorganizzazione e che il patto per la Salute siglato con le Regioni esige un sistema sempre più imperniato su cure affidate al territorio e meno ai ricoveri».
 

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