Violenza femminile, approvata la legge regionale

La Redazione

Unanimità tra i consiglieri regionali. Il testo si compone di 20 articoli. La Puglia tra le otto regioni italiane a dotarsi di un proprio modello legislativo

0 commenta

La legge regionale contro la violenza femminile è stata approvata ieri all’unanimità dal Consiglio regionale.

Il testo di legge si compone di venti articoli che, nella prima parte, declinano i principi, le definizioni, le finalità e gli obiettivi, nella seconda il sistema delle responsabilità sia regionali sia delle autonomie locali, nella terza ed ultima struttura il sistema di governo.

Una task force permanente avrà il compito di predisporre strumenti operativi ed integrati per l’attuazione della norma. Ruolo cardine viene affidato al corretto e costante monitoraggio del fenomeno, con una sezione dedicata dell’Osservatorio regionale delle politiche sociali, nonché al lavoro di prevenzione da realizzare in collaborazione con le Istituzioni scolastiche e con il supporto degli operatori della comunicazione.

Il testo di legge interviene anche sotto il profilo della formazione e della sensibilizzazione, fissando una serie di principi che, assieme alla campagna di comunicazione avviata nel mese di settembre 2013, mirano a rafforzare la cultura del rispetto, dell’educazione all’affettività e la decostruzione degli stereotipi di genere. « È un impegno forte quello assunto dalla Regione sul fronte della comunicazione  – sottolinea l’assessore regionale al Welfare, Elena Gentile, promotrice della legge – abbiamo previsto la sottoscrizione di appositi protocolli con gli operatori della comunicazione volti all’utilizzo corretto e non strumentale del corpo delle donne, di linguaggi orientati al parlare civile, perché questa battaglia si vince principalmente sul piano del cambiamento culturale, sul mutamento degli stereotipi. Abbiamo anche previsto la facoltà dell’amministrazione regionale di costituirsi parte civile nei procedimenti penali per violenza, con l’impegno di devolvere l’eventuale risarcimento del danno alle vittime degli atti di violenza».

«La violenza sulle donne – ha aggiunto il presidente della Regione, Nichi Vendola – è un fenomeno devastante che assedia la vita quotidiana e che non si risolve unicamente con l’applicazione del codice penale. È un tema che investe per intero le responsabilità del genere maschile, la grammatica delle relazioni, l’affermazione di diritti sacrosanti e l’effettiva autodeterminazione delle donne».

Molte le novità contenute nel testo di legge. «Assistenza economica e alloggiativa, inserimento lavorativo, creazione di un fondo per il sostegno, anche economico, delle vittime: sono questi i problemi che occorre in primis affrontare quando ci si trova dinanzi ad una situazione di violenza», ha spiegato la Gentile. Infatti, l’assistenza alloggiativa è indispensabile quando si rende necessario l’allontanamento della donna, sola o con figli minori, dall’abitazione familiare, mentre l’assistenza economica diventa necessaria fintanto non si provvede a strutturare un percorso di inserimento o reinserimento socio lavorativo.

«Abbiamo anche previsto – ha proseguito – percorsi privilegiati di accesso per le vittime di violenza negli ospedali e nelle Asl che saranno dotati di personale competente e adeguatamente formato».

Insomma, un testo che affronta a 360 gradi il problema e che è finanziato con 900mila euro, cifra che, nel panorama delle leggi già approvate da altre regioni italiane in materia di contrasto alla violenza di genere, rappresenta uno degli stanziamenti più significativi. Tra il 2011 e il 2014, oltre alla Puglia, sono state sette le Regioni italiane ad aver approvato una propria legge sul contrasto alla violenza di genere: Veneto, Campania, Lombardia, Sicilia, Lazio, Valle d’Aosta e Sardegna.
 

avatar

Nessun commento ancora. Scrivi il primo!