Strage Capaci, Emiliano: «Rabbia nel cuore»

La Redazione

Ieri la cerimonia in memoria dell'attentato a Giovanni Falcone. Manifestazione anche a Triggiano, paese natale di Rocco Di Cillo, uno degli agenti della scorta che persero la vita nella strage

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L’amministrazione comunale ha ricordato ieri il 22mo anniversario della strage di Capaci, nella quale persero la vita il magistrato antimafia Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli uomini della scorta Rocco Di Cillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani.

Il sindaco, Michele Emiliano, si è rivolto ai giovani alunni della scuola secondaria Tommaso Fiore. «Il 23 di maggio del 1992 era sabato, una giornata come questa, un po’ incerta, con qualche nuvola. Quel mattino ve lo voglio raccontare, perché voi non c’eravate. Io ero a casa, proprio perché era sabato. Durante tutta la settimana lavoravo a Brindisi come magistrato. Giravo per casa, ricordo persino il colore della tuta che indossavo. Ci sono dei momenti, quando ti succede qualcosa di grave, in cui ricordi tutto, ti ricordi come eri vestito, dov’eri».

«Da quel giorno – ha commentato Emiliano – ho una rabbia nel cuore che non si spegne e che non si spegnerà mai, una rabbia che tengo a bada. Quando la vita vi fa un dispetto molto grave, la rabbia vi rimane dentro ma bisogna tenerla sotto controllo e indirizzarla come un’energia, come il vento, nella maniera migliore».

«Il pensiero di Giovanni Falcone e di Paolo Borsellino, che sarebbe morto il 19 luglio successivo per ragioni simili, ci deve guidare sempre», ha affermato il sindaco.

A Triggiano, paese natale di Rocco Di Cillo, uno degli agenti della scorta di Falcone, sono state deposte due corone d’alloro sulla lapide di Palazzo di Città dedicata al poliziotto, a nome del ministro dell’Interno e del Capo della Polizia. La cerimonia è avvenuta alla presenza dei famigliari della vittima dell’attentato.

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