Magnisi: «Con noi la speranza»

La Redazione

Il candidato di Identità popolare traccia un bilancio della campagna elettorale che si chiude oggi. Critiche ma anche proposte

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La campagna elettorale per le elezioni amministrative del 25 maggio che daranno un nuovo governo alla città di Bari, si è conclusa. E Matteo Magnisi ne traccia un bilancio.

«La lista civica Identità Popolare, una lista autonoma e scollegata da partiti, a consuntivo della campagna elettorale, non può che  evidenziare il perpetuarsi di  dinamiche elettorali, retaggi di un passato che stenta a morire», accusa il candidato sindaco.

Magnisi contesta le «ingenti risorse spese più per apparire che per essere», non lesinando critiche anche a parte della stampa e la mancanza di rispetto dalle regole più elementari nell’affissione dei manifesti «dovunque e comunque». Nel mirino della lista civica anche il fenomeno dei rappresentanti di lista, le promesse elettorali e i sondaggi.

«I cittadini baresi sono stanchi di subire le caste e le lobby» attacca Magnisi. «Bari è una città con il volto smarrito e Identità Popolare cerca di ritrovare questo volto».

«Bari, bollino rosso della spesa sociale per abitante, è all’ultimo posto delle città metropolitane» Per questo Identità popolare propone «un super Assessorato al Welfare che, all’attenzione per le fragilità sociali (anziani, minori, disabili e  famiglie numerose), accompagni un piano straordinario per il lavoro in particolare sul versante della cura e manutenzione del territorio. Un piano che attinga risorse anche dalle spese parassitarie delle consulenze esterne, a sostegno delle precarietà  e delle piccole imprese, premiando – nel sistema degli appalti – le imprese che si impegnino ad assorbire una quota di forza lavoro dagli elenchi dei  disoccupati dell’Ufficio per l’Impiego».

Identità Popolare è per un nuovo Piano regolatore partecipato dai cittadini che sposi il recupero anziché il consumo del suolo, la bellezza, la cultura e il benessere anziché il degrado e l’attentato alla salute pubblica (amianto e squilibrio idro-gelogico) e che metta fine – sottolinea il candidato sindaco «a lunghi, sterili e costosi  dibattiti urbanistici, come quello dell’accorpamento delle funzioni della giustizia, orientandosi per aree compatibili con l’ambiente e la vocazione forense da sottrarre al degrado degli anni futuri, come quelle dell’ex raffineria Stanic».

« L’intolleranza e lo sconforto  – auspica Magnisi – lascino il posto ai diritti umani, all’accoglienza, alle diversità, alla speranza di un futuro, al rispetto della persona e degli animali. L’illegalità e la criminalità e i suoi sistemi estorsivi nei confronti del commercio e dell’impresa lascino il posto a una Istituzione vigile e a un cittadino responsabile e la politica si sganci dal malaffare». 

Identità Popolare infine è per un decentramento amministrativo «che avvicini il cittadino all’Istituzione al punto tale da renderlo protagonista della cura e rigenerazione dei beni comuni».

«C’è uno scontro in atto nella nostra società – conclude il candidato sindaco Magnisi -, è stato detto da più parti, uno scontro tra rabbia e speranza. Identità Popolare è nata perché abbia la meglio la speranza».
 

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