Ricerca, l’alleanza del Politecnico con l’Università di Huaqiao

Accordo per la condivisione di percorsi formativi, riconoscimento di crediti e insegnamento della lingua e della cultura cinese. Ieri la firma a Bari
Il desiderio del Politecnico di Bari di collaborare con la Cina sul piano scientifico è diventato realtà. Ieri infatti è stato sottoscritto a Bari dal rettore del Politecnico Eugenio Di Sciascio e da Xu Xipeng, prorettore dell’Università di Huaqiao (fondata nel 1960 e situa nella famosa città di Quanzhou, nella provincia di Fujian), un accordo che ci si auspica offra nuove e importanti opportunità agli studenti baresi.
Tra i cardini dell’accordo la collaborazione didattico-scientifica, la condivisione di percorsi formativi, il riconoscimento di crediti agli studenti e ai laureati nei settori dell’architettura e dell’ingegneria, l’insegnamento della lingua e della cultura cinese al Politecnico, la ricerca scientifica.
Una scelta, quella dell’ Università barese, cercata, convinta. Si è infatti certi che da tale intesa, contando anche sull’attenzione del governo di Pechino per le relazioni con enti selezionati di formazione e ricerca, possano realizzarsi nuovi spazi e opportunità.
«Gli accordi sottoscritti quest’oggi – afferma il rettore Di Sciascio – rappresentano un ulteriore passo di un importante e virtuoso percorso evolutivo. Si vuol costruire con partner qualificati, come l’Università cinese di Huaqiao, collaborazioni utili anche ai nostri studenti ed offrir loro nuove ed ulteriori opportunità di lavoro nei settori dell’ingegneria e dell’architettura. La Cina è sicuramente un grande contenitore economico e culturale e rappresenta una importante occasione per il nostro Politecnico, da sempre impegnato a costruire relazioni con alte potenzialità per l’innalzamento della qualità della didattica, della ricerca scientifica e del livello professionale dei suoi studenti».
All’incontro ufficiale hanno partecipato anche il prorettore vicario, Loredana Ficarelli, il prorettore delegato alla ricerca, Vito Albino, i delegati all’internazionalizzazione, Nicola Giaquinto e alla comunicazione, Riccardo Amirante, e infine Giuseppe Pace, presidente dell’Istituto per la cooperazione con i paesi esteri, ente promotore dell’accordo.
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