Utopia contro utopia. In campo Aristofane e Platone

Due opere dei due autori greci sono il punto di partenza del nuovo libro di Luciano Canfora. Ne ha parlato l'autore martedì alla Laterza
“La crisi dell’utopia. Aristofane contro Platone”, questo è il titolo dell’ultima fatica di Luciano Canfora.
Alla presentazione di quest’opera sono intervenuti martedì nella libreria Laterza, oltre all’autore, l’editore Alessandro Laterza, il giornalista Giacomo Annibaldis e il docente universitario Francesco Fistetti. Nonostante il clima ancora festivo, lo spessore delle tematiche è riuscito ad attrarre un gran numero di partecipanti: un buon segno.
Questo volume si presenta attuale e innovativo. Non solo chiarisce l’argomento trattato, ma fa nascere nuove riflessioni. L’opera presenta, al suo interno, due filoni; da un lato Canfora confronta filologicamente la commedia aristofanea “Le donne all’assemblea” con il nucleo più visionario della “Repubblica” di Platone, dall’altro ci delinea la storia dell’utopia dalle origini fino agli inizi del ‘900.
Da filologo qual è, Canfora raffronta le due opere a partire dalla possibilità di confronto fra i due autori. L’analisi filologica prende avvio dalla constatazione che anticamente, nel ristretto ambiente culturale ateniese, le opere entrano in circolo tra i “lettori” fin da subito. Dal libro emerge un Aristofane conservatore ed un Platone visionario, anche se il tutto va ascritto nel clima politico instabile in atto, in quel momento, ad Atene. Più sottile e delicata invece è la parte riguardante l’utopia, di cui propone la storia dalle prime idee fino all’esperienze marxiste dell’inizio del ‘900.
«La filologia non è solo emendazione – afferma Annibaldis – ma liberazione da preconcetti». Da qui deriva l’importanza di quest’opera e di questo campo. Più interessato alle ripercussioni filosofiche è Fistetti, che s’interroga sul legame tra l’analisi di Popper e quella di Canfora, concludendo che il progetto dell’utopia è la possibilità di realizzare un uomo nuovo.
Canfora ammette che dietro i personaggi del libro si cela un’analisi del ventesimo secolo. Per l’autore bisogna continuare a delineare le utopie creandone, però, contemporaneamente gli strumenti per realizzarla, nonostante molti sostengano che la realtà in cui viviamo è l’unica possibile.
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