Parte la carovana antimafia: «Puglia prima per intimidazioni agli amministratori»

Lorenzo Pisani

Ventesima edizione dell'iniziativa di Libera, Arci, Avviso pubblico e sindacati. A Bari tappe il 24, 25 e 30 aprile

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È stato presentato ieri mattina in una conferenza stampa svoltasi a Bari nel bene confiscato di piazza San Pietro (II piano), il viaggio pugliese della Carovana internazionale antimafie, giunta, quest’anno, alla sua ventesima edizione e organizzata da Arci, Libera, Avviso Pubblico, dai tre sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil e dalla Ligue de l’Enseignement, storica associazione francese impegnata sul tema dell’educazione popolare.

Il cammino della Carovana è partito nel pomeriggio di ieri da Lecce e si concluderà a Minervino Murge il primo maggio, percorrendo, nel mezzo, tutte le province pugliesi, dalla Capitanata al brindisino, passando dalla terra di Bari, dalla Bat e fino alla provincia di Taranto. Durante il viaggio, ci saranno anche due eventi di rilevanza nazionale, entrambi concentrati il 30 aprile. I furgoni visiteranno infatti “Dimora dei templari”, azienda sequestrata sita nel comune di Gravina mentre, in provincia di Foggia, la Carovana ed i carovanieri parteciperanno, a San Severo, all’apposizione della prima pietra per la costruzione di un ecovillaggio che punta a riscattare i lavoratori stagionali.

Un tema particolarmente sentito, quest’ultimo, che si inserisce appieno nello spirito generale della carovana. Lo slogan scelto per questo 2014 è, infatti, “I nuovi schiavi”, insieme un monito ed una presa di coscienza di come, nel corso degli anni, l’assenza totale di diritti abbia generato un sistema economico che affonda le radici nelle diseguaglianze e nelle ingiustizie.

«La Carovana antimafie – ha spiegato Alessandro Cobianchi, coordinatore nazionale della Carovana e referente regionale di Libera Puglia – è uno strumento dall’eccezionale portata, fondamentale per raccontare le istanze dei territori coniugandole con le emergenze nazionali». Uno strumento, dunque e non semplicemente il fine della lotta. Piuttosto, una forma di «assunzione di coscienza di un’antimafia che inizi a costruire delle reti funzionanti dando più forza a temi come lo sfruttamento del lavoro, i beni confiscati e sequestrati e gli amministratori sotto tiro». In particolare, ha continuato Cobianchi «la Puglia ha vissuto nel 2013 il suo annus horribilis, scavalcando la Calabria e la Sicilia e divenendo la prima regione in Italia per intimidazioni nei confronti di coloro i quali gestiscono la cosa pubblica».

Ma illegalità è anche il lavoro nero, specie nel settore agricolo. Il costo dell’evasione in un solo anno è pari a un milione e 123mila euro. «Se non partiamo da qui e da un sistema in cui queste cifre vengono abbattute, allora rischiamo di restare al palo nella lotta alle schiavitù del terzo millennio», ha commnetato Maddalena Gissi, segreteria Usi Cisl di Puglia e Basilicata.

Tre le tappe baresi della manifestazione. Giovedì 24 aprile. Alle 19 nell’ex Ufficio tesoreria del Comune di Bari (via Roberto Da Bari 3) un’iniziativa in collaborazione con l’Agenzia per la lotta non repressiva alla criminalità, organizzata del Comune di Bari. Musica a cura di Daniele Di Maglie e Fabula Rasa

Il 25 aprile, nella sala consiliare del Comune di Bari si parlerà di “Resistenza è sempre, 25 aprile è domani” con testimonianze di impegno civile.

Il 30 aprile, alle 20, nell’Arena della Pace di Japigia, saluto della carovana al Premio Maggio della Cgil.
 

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