«Uno scempio». Digeronimo contro il palazzo di corso De Tullio

La Redazione

Ancora critiche sul cantiere della sede del Provveditorato delle opere pubbliche di Puglia e Basilicata. La candidata: «Una amministrazione comunale attenta dovrebbe vigilare su queste situazioni»

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Anche Desirèe Digeronimo parla di «scempio». Fanno ancora discutere i lavori per la costruzione della sede del Provveditorato delle opere pubbliche di Puglia e Basilicata in corso Di Tullio, a pochi passi dal Castello Svevo.

«Tre piani più seminterrato per un’altezza di dodici metri che sacrificheranno ulteriormente – commenta la candidata sindaco -, nel nome della cementificazione, la visuale verso il mare. Senza dimenticare il costo di questa operazione, che supera i tre milioni di euro. Va ricordato inoltre che non quell’opera gran parte del giardino sarà eliminata».

Desirèe Digeronimo firmerà quindi la petizione promossa dal comitato di quartiere Bari Vecchia. «Nel piano regolatore e nel piano particolareggiato, approvato nel 2001 – ricostruisce la candidata – per quell’area si parla di un sistema di verde attrezzato intorno al castello. Un progetto che racchiude le aree verdi di piazza Massari, piazza Isabella d’Aragona e i fossati del castello, in un unico grande progetto che restituirà quest’area ai cittadini».

«Il recupero di porzioni di territorio da restituire ai cittadini è uno dei punti principali del nostro programma e condivido la richiesta dei cittadini di Bari Vecchia di rendere fruibile a tutti quella porzione di territorio».

Non mancano critiche al Comune: «Una amministrazione comunale attenta dovrebbe vigilare su queste situazioni e cercare di provi rimedio per tempo, evitando che simili scempi vengano perpetuati».
 

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Commenti

  • agcc (utente non verificato)

    dopo Paccione anche Digeronimo prende posizione; dove sono Di Paola e Decaro?