Porto, sequestrate 43 tonnellate di plastica

La Redazione

Il materiale di provenienza albanese, diretto a Benevento. Un denunciato

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Proveniva dall’Albania ed era diretto a Benevento un carico di poco meno di 43 tonnellate di materie plastiche, sequestrato nel porto di Bari dalla Guardia di finanza e dall’Agenzia delle dogane.

I militari del Gruppo Bari e i funzionari del Servizio vigilanza antifrode nel corso di controlli si sono imbattuti in due autoarticolati, che trasportavano cascami, ritagli e avanzi di lavorazione.

Il prodotto, secondo la documentazione esibita, era da considerare assimilabile alle cosiddette materie prime secondarie, che derivano dal recupero e riciclo delle materie plastiche. Materiali disciplinati dalla normativa internazionale Uniplast, che contempla una serie di riferimenti di natura tecnica per consentire un risparmio di materie prime. La normativa prevede una perizia giurata rilasciata da un organismo riconosciuto. Inoltre, durante il trasporto, i relativi imballaggi devono riportare le indicazioni previste e l’indicazione del lotto e della data di produzione, oltre che dei dati del produttore e il richiamo alla stessa norma Uniplast.

Finanza e Dogana, al contrario, hanno accertato che il materiale trasportato era carente dei requisiti previsti e, quindi, assimilabile a una spedizione transfrontaliera di rifiuti, integrando il reato di traffico illecito di rifiuti (disciplinato dal decreto legislativo 152 del 2006, noto come Testo unico ambientale).

Per le circa 43 tonnellate di scarto e i mezzi impiegati al trasporto è scattato così il sequestro. Il rappresentante legale della società italiana destinataria del carico è stato denunciato.

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