Piazza San Francesco e Ostello della gioventù

Gaetano Macina

Il comitato per la vivibilità denuncia l'abbandono e la'ssenza di interventi di riqualificazione

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L’espressione latina “sine die” ben si adatta alle tante promesse in questi ultimi anni per lavori di riqualificazione di opere pubbliche nel territorio del Quinto Municipio di Bari e in particolare in quel di Palese e Santo Spirito.

Non usa mezzi termini Oronzo Campobasso del comitato per la vivibilità per definire la situazione di stallo venutasi a creare negli ultimi tempi riguardo la riqualificazione di varie opere pubbliche nelle ex-perle di Bari. Campobasso in particolare fa riferimento ai lavori previsti da tanto tempo per piazza San Francesco a Santo Spirito.

Tempo fa circolava la voce, dichiara Campobasso, che i lavori di riqualificazione della piazzetta S. Francesco avrebbero avuto inizio a fine marzo. «Sorvolo – dichiara – sul fatto che a settembre 2013 in una pubblica assemblea, sulla stessa piazza, con grande enfasi ed un pizzico di demagogia fu annunciato l’inizio immediato dei lavori. Non posso sottacere però che siamo ad aprile inoltrato e dei lavori di riqualificazione e ristrutturazione di piazza S. Francesco non se ne vede ancora nemmeno l’ombra».

«Questo particolare mi preoccupa – continua – perché il prolungarsi dell’inizio dei lavori rischia di coincidere con l’avvio della stagione balneare estiva a Santo Spirito e piazza S. Francesco, notoriamente,  è  centro di attività commerciali. E’ evidente che i previsti lavori in piazza, tra cui la demolizione di molti manufatti, potrebbero causare molti problemi di varia natura a molti commercianti in zona».

Altro atavico problema per Campobasso è la vergognosa situazione di stallo totale dell’Ostello della Gioventù sul lungomare di Palese. «E’ vero – dichiara – della questione se ne sono occupati altri soggetti politici e non ed in tempi diversi  ma non c’è stata continuità e concretezza sul da farsi per risolvere il problema. Assisto in questi giorni ad una campagna di sensibilizzazione dei media sul recupero ai fini sociali dei tanti manufatti in abbandono di proprietà pubblica. Sono immobili di proprietà pubblica o privata su cui pare ci sia un totale disimpegno dell’amministrazione comunale e regionale in qualche caso».

«Eppure – continua – Bari (Palese e S. Spirito non fanno eccezione) è una città in cui mancano gli spazi sia per la socialità che per i servizi ai cittadini. Ma il Comune, come pure la Regione preferiscono continuare a pagare fitti esosi ai soliti proprietari di immobili per uffici pubblici oppure acconsentono  a costruire nuove strutture con modifiche periodiche del piano regolatore generale spesso scapito di aree non edificabili e Palese e S. Spirito non fanno eccezione, anzi».

«I media, però, scrivono e notiziano della Caserma Rossani, Centrale del Latte, Manifattura Tabacchi, Istituto Nautico di via Manzoni, Casa del rifugiato sul lungomare, storici palazzi di Bari vecchia come Sedile, San Michele, San Gaetano e Casa Piccinni, mercati coperti di via Carrante e di via Cagnazzi, ecc. ma dell’Ostello di Palese, un fiore all’occhiello tanti ani fa, struttura ricettiva di tanti giovani provenienti da tutta Europa non si ricorda nessuno».

«E’ ora di prendere una decisione sul suo destino – sbotta Campobasso -, o la ristrutturazione e messa in sicurezza oppure l’abbattimento, troppo pericoloso per l’incolumità pubblica tenerlo nelle  condizioni attuali. Ristrutturato potrebbe diventare un centro sociale, una opportunità per tante associazioni locali di avere una sede in cui riunirsi, un grande contenitore culturale in un territorio dove di cultura se ne fa molta ma dove mancano grandi spazi di aggregazione».
 

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