A Palazzo di Città si parla di Sud e Risorgimento

Lino Patruno dialogherà con Antonella Musitano, autrice del libro "Sud, tutta un'altra storia"
A Palazzo di Città mercoledì alle 17 si parlerà di Sud e di Risorgimento insieme ad Antonella Musitano e al giornalista Lino Patruno.
La professoressa Musitano da anni, infatti, studia il periodo storico che ha portato alla unificazione del nostro paese. Frutto di questo studio un libro dal titolo “Sud, tutta un’altra storia” con prefazione proprio del noto meridionalista Patruno. Il libro indaga nelle pieghe della storia, nella polvere degli archivi, nelle vicende drammatiche del periodo unitario, ma anche postunitario, per far luce su aspetti che, seppur lontani nel tempo, allungano i tentacoli delle loro conseguenze sino ai nostri giorni.
Un ricco ed inedito apparato documentario sottolinea l’importanza delle fonti e fa capire verità finora taciute sul fenomeno del brigantaggio. E partendo dalla microstoria, da un fatto di brigantaggio avvenuto in un paesino della Calabria, è stato possibile inquadrare e analizzare quella rivolta contadina che infiammò tutto il sud nel periodo immediatamente successivo all’unità.
Il libro porta avanti una importante battaglia di civiltà e di tutela e rispetto della dignità umana dedicando un intero capitolo contro le teorie di Cesare Lombroso sull’uomo delinquente. «Teoria abilmente usata dalla ideologia dominante dell’epoca, imperialistica e colonizzatrice, per giustificare la conquista violenta del Sud, ma anche la feroce repressione», commentano gli organizzatori.
Nel libro anche una inedita lettura della legge Pica, qui riletta dall’autrice non solo come incostituzionale rispetto ai dettami di quello Statuto Albertino che per effetto della “piemontesizzazione” era stato esteso a tutto il regno, ma soprattutto come legge razziale al pari delle leggi razziali del 1938, con le quali ha evidenti e inquietanti analogie.
E poi c’è il tema del divario nord-sud affrontato a partire dalle analisi di Francesco Saverio Nitti, analisi confermate nientemeno che da Luigi Einaudi, ed oggi dagli studi di economisti e della stessa Banca D’Italia, che arrivano alla conclusione che, non solo il divario sarebbe figlio e problema irrisolto dell’Italia unitaria, ma che oggi, per uscire dalla crisi e dal rischio di “morte” collettiva del paese, bisogna ripartire dal Mezzogiorno per ricominciare a crescere, ma anche per rimarginare antiche ferite e chiudere definitivamente i conti e le crepe della storia.
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