San Paolo, migranti protestano al Cie

Intervengono Polizia e Marina. Nelle stesse ore, in Regione si presentava il rapporto sui centri di accoglienza ed espulsione. Minervini: «Fallimento politiche migratorie governo centrale»
Negli uffici regionali la conferenza stampa. A San Paolo la protesta. Due facce della stessa medaglia ieri a confronto.
Nel Cie, il Centro d’identificazione ed espulsione nei pressi della caserma della Finanza, circa un centinaio di immigrati si sono resi protagonisti intorno alle 13 di una vibrante protesta. Le rimostranze sarebbero state scatenate dalla qualità del cibo servito, e per sedarle sono intervenuti agenti di Polizia e marinai del Reggiomento San Marco.
Ironia della sorte, in quegli stessi minuti, la Regione Puglia presentava le anticipazioni del rapporto sulle condizioni di detenzione e del rispetto dei diritti umani proprio nel Cie teatro degli scontri e un’analisti delle prassi di accoglienza dei richiedenti asilo nei Cara di Bari (nei pressi dell’aeroporto), Foggia e Brindisi, oltre che nelle 22 strutture del sistema Sprar (protezione richiedenti asilo e rifugiati).
Ed è lo stesso documento regionale ad analizzare le non facili condizioni di vita nel Cie: «Enormi camere di sicurezza, dove regna l’assoluta inattività» descrivono i ricercatori. «Strutture volte a infliggere una sofferenza allo straniero detenuto per ottenere una sua collaborazione all’espulsione dal Paese», si legge ancora.
Il rapporto è disponibile sul sito web dell’Osservatorio migranti ed è stato coordinato da Luigi Pannarale, docente dell’Università di Bari, con un contributo finanziario della fondazione Caripuglia e con il contributo dell’Ufficio del garante delle persone sottoposte a limitazione della libertà personale e dell’assessorato alla Cittadinanza sociale della Regione.
«Il dato politico che emerge – ha dichiarato l’assessore alla Cittadinanza sociale, Guglielmo Minervini – è il fallimento delle politiche nazionali di respingimento e di accoglienza nei Cara. Gestire i migranti come un problema di ordine pubblico e di sicurezza si è dimostrato fallimentare, così come mantenere detenuti nei Cie nei modi che sono stati dimostrati dalla Magistratura è inumano, incivile e inutile, oltre che costoso».
Minervini ha sottolineato l’importanza dei migranti come risorsa: «Trattarli come persone è solo il primo passo per realizzare politiche di accoglienza diffuse sul territorio e utili sia per loro che per chi li accoglie. Il rapporto dell’Università – che ringraziamo per lo sforzo – che presentiamo oggi è un ottimo lavoro che con una fotografia puntuale su Cie e Cara conferma il giudizio politico negativo sulla gestione dei fenomeni migratori tenuto fino ad oggi dal governo nazionale».
Alla conferenza stampa hanno partecipato anche Piero Rossi, garante dei detenuti, Pannarale e i ricercatori autori dello studio.
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