Lavoro, Cassano: «Troppi paletti spaventano le aziende»

La Redazione

«Meglio un nuovo occupato a tempo determinato che un disoccupato in più»: questo il credo del neo sottosegretario al Lavoro

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«Il principio su cui si basa il piano di lavoro sul quale sta lavorando il governo Renzi è tanto semplice quanto efficace: meglio un nuovo occupato a tempo determinato che un disoccupato in più».

Questa la convinzione di Massimo Cassano, neo sottosegretario al Lavoro. «L’obiettivo – spiega il senatore barese – al momento è di smuovere un mercato rimasto fermo per troppo anni e che ha prodotto milioni di senza lavoro, colpendo indistintamente i nostri giovani e gli “inoccupati di ritorno” e creando, soprattutto nel Mezzogiorno d’Italia nuove aree di estremo disagio sociale».

«Noi abbiamo il compito, che porteremo avanti senza indugi, di togliere alle aziende ogni alibi e spingerle ad investire nelle assunzioni per rimettere in moto la macchina dell’economia e restituire dignità e speranza agli italiani», promette.

Per Cassano l’unica strada è quella della semplificazione delle regole: «Le proroghe previste per i contratti a termine, che aumenteranno da una a 8 volte nei 36 mesi, permetteranno una maggiore contrattualizzazione dei dipendenti, oltre ad un’emersione, soprattutto al Sud, del lavoro in nero. E impediranno alle aziende di ricorrere all’escamotage, al momento molto diffuso, di mandare a casa i ragazzi, per assumerne poi altri e evitare così le vertenze».

«Se facilitiamo il rinnovo del contratto allo stesso ragazzo per tre anni di fila, è più probabile che alla fine dei tre anni quell’imprenditore decida di assumerlo a tempo indeterminato, visto che il contratto a termine, quanto a contributi, è più caro dell’1,4 per cento», aggiunge il sottosegretario. Che punta al rilancio di settori strategici, quali il turismo: l’obiettivo è spingere gli imprenditori ad «allargare e consolidare la propria azienda con passaggio dei contratti da “tempo determinato” a “tempo indeterminato”».
 

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