Donne sotto le armi, sono il 7%

Nel 2000 il via al reclutamento femminile. Oggi le soldatesse sono ammesse in ogni specialità e incarico al pari degli uomini, con una progressione di carriera identica. Ne ha parlato la Brigata Pinerolo
Venerdì scorso, 7 marzo, quindi alla vigilia della Festa della donna, l’Università degli Studi di Bari ha ospitato il seminario “Donne, comandanti”, organizzato dalla Brigata Pinerolo in collaborazione con l’associazione Apulia Onlus.
I lavori sono stati aperti dal comandante del secondo Comando delle Forze di Difesa, il generale di corpo d’armata Vincenzo Lops, alla presenza del rettore dell’Università di Bari, Antonio Uricchio.
Un binomio, quello donne-esercito, che desta curiosità, che appassiona e interessa. Il generale di brigata Stefano Del Col, comandante di brigata, ha sottolineato l’importanza dell’anno 2000, nel quale si è dato avvio al reclutamento del personale femminile, «quale naturale esigenza della società e nell’ambito della completa integrazione dello strumento militare con quello dei Paesi Europei e della Nato e dei nuovi scenari di impiego operativo».
Le donne, attualmente, sono circa il 7% degli effettivi dell’Esercito e sono ammesse in ogni specialità e incarico al pari degli uomini, con una progressione di carriera identica a quella degli uomini.
Il seminario è stato articolato su due sessioni che hanno stimolato momenti di riflessione e confronto, anche basati su testimonianze dirette da parte dei comandanti donne della Brigata Pinerolo, sul modo di interpretare il comando nel ruolo specifico di comando avvalendosi della partecipazione, tra gli altri, di ufficiali dello stato maggiore dell’Esercito ed esperte della parità di genere in ambiente internazionale.Un esempio dell’integrazione femminile nell’esercito, lo è proprio la Pinerolo, le cui soldatesse sono impegnate in Afghanistan, in Libano e nelle operazioni nazionali a fianco delle forze di polizia.
Sotto il profilo storico, Antonio Caradonio, pediatra e scrittore, autore del libro “Petali di Rose” ha sottolineato la figura di Rosalia Montmasson, moglie di Francesco Crispi e patriota italiana, unica donna che partecipò alla spedizione dei Mille.
Al seminario sono intervenute anche Laura fabiano, professoressa di diritto pubblico angloamericano, e Santa Selvaggi Fizzarotti, presidente regionale della Croce Rossa.
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