Università, test anticipati. Blitz degli studenti. L’assessore Sasso: «Protesta che condivido»

La Redazione

«In Italia più del 57% dei corsi di laurea prevede una selezione all’accesso, ma il nostro paese ha il numero di laureati più basso d’Europa», spiega la Rete delle Conoscenza

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Dissenso contro il decreto che anticipa i test per l’accesso ai corsi di laurea in medicina, odontoiatria e architettura ad aprile e ha tagiiato del 23% il numero di posti disponibili nelle facoltà di medicina e architettura.

Questa notte gli attivisti in un blitz hanno tapezzato i cancelli di alcuni istituti con cartelloni di protesta.

«In Italia più del 57% dei corsi di laurea prevede una selezione all’accesso, ma il nostro paese ha il numero di laureati più basso d’Europa», spiega la Rete delle Conoscenza Puglia (Link e Uds).

«Nella Regione Puglia, dove il dato di disoccupazione giovanile supera il 40% – osserva la Rete -, sempre più studenti sono esclusi dai canali formativi e la libera scelta del proprio percorso formativo è vincolata da barriere di ordine economico e presuntamente “meritocratico».

Una protesta condivisa dall’assessore al Diritto allo studio e istruzione, Alba Sasso. «Gli studenti italiani – dichiara – hanno subito in questi ultimi anni decisioni sui loro percorsi di studio, non solo calate dall’alto, ma immotivate e talvolta irragionevoli. In questi giorni in tutta Italia studentesse e studenti che dovranno sostenere i test di accesso alle Facoltà di Medicina protestano per la riduzione dei posti prevista dal Ministero, decisa senza una verifica del fabbisogno reale. Il tutto, mentre si susseguono notizie contrastanti tra chi dice che ci sia un gran bisogno di medici e chi sostiene il contrario. E mentre noi importiamo medici dall’estero».

«Così – commenta la Sasso – non può funzionare: così come non può funzionare la scelta di collocare i test di accesso nell’ultimo anno della scuola secondaria. L’attenzione di studentesse e studenti sarà concentrata su questa scadenza piuttosto che sull’esame finale. E in questo modo il diploma rischia di declassarsi».

«Credo che nel momento in cui sembra che in cima alle politiche attuali ci siano i giovani, le loro esigenze e i loro bisogni sia necessario ascoltare la loro voce e la loro protesta. Protesta – afferma l’assessore – che condivido profondamente: stiamo parlando di garantire un diritto allo studio e al lavoro rispettoso di scelte e di percorsi di vita. Insomma del loro futuro e anche del loro presente».
 

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