Cisl: «Zona industriale sta diventando isola deserta»

La crisi economica nell'analisi del segretario regionale Enzo Di Pace. Focus sui dati economici del 2013
«L’attuale scenario economico nazionale e locale ha raggiunto un grado di criticità e di fallimenti tale, che può essere risolto solo con un cambiamento strutturale attraverso un Governo dell’economia basato su un radicale rinnovamento della politica economica».
Questo l’appello del segretario generale Cisl Bari, Enzo Di Pace. «Occorre non perdere più tempo – afferma il rappresentante in provincia della sigla sindacale – e mettere bene a fuoco gli obiettivi fondamentali per governare le trasformazioni strutturali in atto dell’economia».
Per Di Pace si dovrebbe partire dalle questioni fondamentali per la ripresa economica ed occupazionale e avviare un confronto «che possa dar vita a nuove linee d’azione e individuare strumenti attraverso cui tutti i cittadini, si impegnino a partecipare attivamente in un processo di costruzione di nuove soluzioni».
«Il clima è diventato incandescente», afferma citando alcuni dati. In Puglia, come nel Barese, i dati macroeconomici sono decisamente superiori rispetto alla media nazionale: nel 2013, per le diverse forme di cassa integrazione, l’Inps ha autorizzato in favore delle aziende della Puglia 57,2 milioni di ore a fronte dei 62,7 del 2012, decremento di ore essenzialmente dovuto alle cassa in deroga il cui utilizzo diventa sempre più complicato.
Molte imprese – denuncia la Cisl – hanno già chiuso i battenti e tante altre sono sull’orlo del baratro. Nella provincia di Bari, per ogni nuova attività che si è aperta altre due hanno chiuso per sempre: dal 2009 al 2013 hanno cessato l’attività quasi 2.400 aziende del manifatturiero, in particolare della produzione di mobili, della fabbricazione di legno, dell’edilizia e del tessile.
«Tante piccole e medie aziende di settori vitali per la nostra economia regionale – sottolinea Di Pace – sono ormai alla canna del gas, barcamenandosi tra debiti e lo spettro della cessazione definitiva dell’attività. La stessa zona industriale di Bari, fino a qualche tempo fa fiore all’occhiello del tessuto economico e occupazionale della provincia e della regione, rischia di trasformarsi in terra di nessuno incapace di attrarre investimenti sia nazionali che internazionali».
La ricetta della Cisl prevede infrastrutture e un ritorno delle banche alla loro funzione, «cioè erogare credito soprattutto in favore delle piccole-medie imprese».
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