L’Idv sta con Decaro

La Redazione

Il candidato sindaco ha incontrato i vertici del partito e sottoscritto il disegno di legge di iniziativa popolare sulla vendita dei beni confiscati alla criminalità organizzata

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Il candidato sindaco Antonio Decaro ha incontrato nella mattinata di ieri l’onorevole Ignazio Messina, segretario nazionale dell’Italia dei Valori, e il segretario regionale del partito, Massimo Colia, che hanno ufficializzato il sostegno dell’IdV alla sua candidatura a sindaco. «È la conferma che l’Italia dei Valori – ha dichiarato Decaro – è un alleato consolidato del centrosinistra, e quindi anche mio, e che ha a cuore come me il bene della città».

Decaro ha sottoscritto il disegno di legge di iniziativa popolare sulla vendita dei beni confiscati alla criminalità organizzata che l’Idv sta sottoponendo ai parlamentari. «Mi faccio portavoce in parlamento delle istanze rappresentate dall’Idv, convinto che si possa arrivare a una legge di sintesi tra le posizioni che in questo momento sono al tavolo della Commissione antimafia in Parlamento di cui è presidente l’onorevole Bindi. Auspico che entro pochi mesi si possa votare una riforma completa e finalmente chiara sul tema».

«La Puglia – ha ricordato il parlamentare pd – è al quinto posto con 1.126 immobili confiscati.  Il Comune di Bari a partire dal 2007 ha sbloccato una situazione paralizzata da un decennio e ha acquisito al patrimonio indisponibile 56 unità immobiliari confiscate. Al momento a Bari una ventina di beni confiscati sono riutilizzati socialmente e una decina sono utilizzati per ospitare nuclei familiari in grave emergenza temporanea abitativa. Sta per essere pubblicato un secondo bando per la assegnazione ad associazioni e cooperative (così come previsto dalla legge) dei restanti beni immobili».

«Il mio impegno da sindaco – ha promesso – sarà quello di snellire le procedure per l’affidamento per scopi sociali dei beni confiscati. Proprio perché molti di questi beni sono case, vorrei che fossero a disposizione di chi ne ha davvero bisogno soprattutto per fermare il disagio sociale e l’emergenza abitativa che stanno massacrando la nostra città».
 

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