Decaro: «Con la cultura si mangia»

Quinto "decarogo" del candidato alle primarie del centrosinistra per la corsa alla poltrona di sindaco
Il martedì è per Antonio Decaro giornata di “decaroghi”. Pubblicato il quinto capitolo, dedicato alla cultura.
«A me non piace parlare di cultura ma di culture – così il candidato alle primarie del centrosinistra per la corsa alla poltrona di primo cittadino -. Per me è culturale ciò che permette ai baresi di imparare, conoscere e divertirsi. La cultura è un diritto che dobbiamo assicurare ad ogni cittadini, in centro e in periferia, nei teatri e nelle piazze. Per fare questo, sicuramente Bari ha bisogno di un assessore alla cultura che sia in grado di tradurre una visone complessiva in azioni coerenti e concrete, nella convinzione che una cultura diffusa e accessibile a tutti sia in grado di migliorare la qualità della vita di una città, di renderla più bella, più sicura ed anche più attraente».
Decaro traccia l’identikit, da par suo, del futuro assessore alla cultura: al tempo stesso visionario e concreto. «Non è più tempo di contributi a pioggia», afferma, tracciando le direttrici del suo programma culturale. Attenzione verso le biblioteche, e a un piano di rilancio della Cittadella della cultura formata dalla Biblioteca nazionale e dall’Archivio di Stato. E attenzione anche alle fasce più deboli con la “Culture Card”, «che consentirà ai soggetti individuati di accedere a spettacoli, a rassegne ed eventi culturali gratuitamente e/o a prezzi convenzionati».
«Il Petruzzelli è rinato, il cantiere del Piccinni è in via di ultimazione, l’accordo con il Demanio per l’acquisizione del Margherita si perfezionerà, e concorderemo con la Regione un modello di gestione del Kursaal Santalucia – elenca Decaro a proposito di teatri -. In quel momento sarà possibile assegnare ad ogni spazio una dignità ed una finalità riconosciuta e riconoscibile. Nel politeama la lirica, i grandi eventi, le musiche e le arti sceniche più popolari; nel Kursaal la musica più sperimentale e giovanile; nel Margheritai un laboratorio mediterraneo del teatro, delle danza e delle arti sceniche e visive, una casa da offrire alle realtà produttive cittadine in cui convergano multidisciplinarietà, innovazione e sperimentazione delle arti contemporanee; al Piccinni la prosa».
Decaro si sofferma poi su Caserma Rossani, la Manifattura dei Tabacchi e altri spazi abbandonati da affidare agli operatori culturali. Il tutto all’insegna di un’idea di sapere diffuso, con cui animare anche le strade del commercio.
«Cultura è anche sviluppo economico», insiste. E propone una rete tra i musei cittadini. E anche la figura del patrono può aiutare: «Nel rispetto del culto del santo e dei suoi devoti, valorizzeremo la sua figura come simbolo della nostra città».
Nessun commento ancora. Scrivi il primo!






Affitti a Bari, quasi 500 euro al mese per 80 metri quadrati: pesa il 28% del reddito