Centro Bonomo di Andria abbandonato dalle istituzioni

Gaetano Macina

Per i lavoratori licenziati del centro di eccellenza agroalimentare niente reintegro

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Riparliamo della  triste vicenda che attanaglia da oltre due anni l’ex- centro ricerche Bonomo di Andria, messo in liquidazione dalla Provincia di Bari nel Dicembre 2012 con conseguente licenziamento dei dipendenti .Il 29 novembre il consiglio Provinciale a Bari doveva approvare un emendamento importante riguardante l’adesione della Provincia Bari nella neo- fondazione “BONOMO” costituita dalla Provincia BAT.

Questo nuovo organismo avrebbe dovuto  garantire il proseguo delle attività  scientifiche  in laboratori all’avanguardia legate al mondo dell’agroalimentare. La Provincia di Bari  sin dall’anno scorso aveva acquistato  i beni immobili e strumentali relativi alla struttura, su proposta dell’Assessore al ramo  Francesco Caputo, da reimpiegare nella già costituita Fondazione di ricerca da parte della Provincia BAT con l’adesione di quella di Bari nella stessa.

Ciò avrebbe contribuito  ad un rilancio dell’ente attraverso la nuova “fondazione onlus”  per garantire il proseguo nonché il reintegro dei lavoratori licenziati. Nemmeno Ventola  presidente Provincia  BAT e Giampaolo Nardone neo presidente Fondazione Bonomo  sortivano effetto alcuno su questa questione .
Sono disperati ed arrabbiati alcuni ex dipendenti del Centro Bonomo tra cui Francesca De Cillis. Filippo Santomasi , Lapecorella Lorenzo,  Angelo De Palma e Alex Jordan . 

Ormai –dicono-  il nostro è diventato un calvario senza fine. Siamo arrivati alla conclusione che da parte di questo ente che dovrebbe garantire e tutelare i lavoratori del  centro non vi sia alcuna volontà  politica. Aspettavamo l’approvazione della delibera a nostro favore ma non è successo nulla a parte un punto dell’emendamento sopracitato, l’approvazione della delibera da  parte della Corte dei Conti che costringerà a revisionare tutta la delibera per essere sottoposta ancora al vaglio del consiglio. Ma non sono bastati 12 mesi -affermano i dipendenti licenziati-  è  tanto difficile gestire la stesura e studiare il contenuto di una delibera già passata  al vaglio delle giunta e ritenuta quindi da diverso tempo assolutamente legittima ?

Sulla questione registriamo l’intervento di Teresa Michela Comite una cittadina che ha sempre avuto a cuore la vicenda e che ha trovato sconcertante il comportamento di taluni consiglieri provinciali  che durante il dibattito sull’approvazione del deliberato  inerente il Centro Bonomo  entravano ed uscivano dall’aula, c’era chi se ne andava, chi era occupato ai telefoni. Il tutto mentre i loro colleghi parlavano senza avere attenzione alcuna.  Uno scenario davvero mortificante afferma la Comite , una situazione che di fatto blocca “Sine Die” le attività ferme da oltre due anni, il reintegro dei lavoratori e soprattutto stanno andando dispersi  importanti progetti già pronti per essere acquisiti dalla Fondazione Bonomo mentre sono andati  persi irrimediabilmente molti, progetti che erano già in  corso e che stavano  ottenendo importanti  risultati. “

“Siamo a dicembre  2013-dichiara sconsolata la Comite- nulla o poco si è mosso Quello che è mortificante  è l’accanimento ingiustificato nei confronti di questi lavoratori del centro che, secondo lei,  sono stati volutamente ed ingiustamente licenziati . Questi “lavoratori”  per oltre trent’anni hanno operato con tenacia e professionalità nel Centro Ricerche Bonomo ed in questi giorni è cessata anche l’ultima loro fonte di sussidio, l’indennità di disoccupazione che per certi versi è stata anche motivo di mortificazione. Ma loro non chiedono questo tipo di  sussidio,  chiedono invece di poter tornare a lavorare, chiedono di essere messi in condizione di provvedere a quei bisogni primari che servono per mantenere con dignità la propria famiglia e  soprattutto i loro figli. Vogliono il lavoro che  gli è stato ingiustamente sottratto, ricevere gli stipendi dell’anno 2011 non ancora pervenuti .

Era stata convocata dal Presidente Schittulli una seduta urgente per il giorno 3 dicembre in merito alla drammatica situazione, ma  è stata rinviata. Quanto ancora devono  aspettare questi lavoratori che chiedono  un intervento  decisivo ed urgente del presidente Schittulli e che,  dichiarano, di non avere nulla di personale contro di lui da sempre dichiaratosi attento sulla necessità di trovare soluzioni condivise e soprattutto atte a salvaguardare i posti di lavoro. Ora però chiedono a lui di consegnare la già esistente soluzione. I dati catastrofici sull’economia e soprattutto sulla perdita di posti di lavoro non possono giustificare  i licenziamenti dei dipendenti del centro Bonomo di Andria

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