Cresce la richiesta di cassa integrazione a Bari

La Redazione

“Situazione drammatica, sempre più frequente in ricorso alla mobilità e ai licenziamenti”

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A settembre, con 3,5 milioni diminuiscono in Puglia le ore richieste all’Inps di cassa integrazione (-65,2%) rispetto al precedente dato di agosto, mentre il rapporto con il 2008 –anno di inizio della crisi– segna un preoccupante +174,7%.
Sulla carta, gli indici al ribasso sarebbero positivi ma la realtà purtroppo è ben diversa.
“Per molte aziende – spiega il Segretario Generale della UIL di Puglia e di Bari, Aldo Pugliese – c’è l’enorme difficoltà di aver esaurito le diverse forme di cassa integrazione tanto da ricorrere, laddove possibile, alla mobilità che equivale al licenziamento dei lavoratori. In tal senso, l’Inps registra, rispetto allo scorso anno, un sensibile incremento delle richieste delle istanze di mobilità e di disoccupazione (+22,3%)”.

A settembre 2013, complessivamente, le ore autorizzate dall’Inps in favore delle aziende della provincia di Bari crescono dell’8,3% su agosto 2013.
Più nel dettaglio, in merito all’intervento della cassa integrazione ordinaria (Cigo), si segna un pericoloso balzo del 1.798,3% su agosto scorso (742mila ore rispetto a 39mila ore di agosto).
Relativamente alla cassa integrazione straordinaria (Cigs), la quale viene concessa nelle ipotesi di crisi aziendale a differenza di quella ordinaria che invece viene accordata per difficoltà temporanea dell’impresa, crescono di 128,4 punti percentuali le ore autorizzate dall’Inps rispetto ad agosto 2013, le quali passano da 342mila a quasi 782mila.
In ordine agli interventi in deroga (Cigd) si registra un rallentamento, apparentemente positivo, dell’86,2% su agosto 2013 (da quasi 1,2 milioni di ore di agosto a 162mila ore di settembre).

Infatti, per la cassa in deroga sono sempre all’ordine del giorno le difficoltà e le incertezze intorno allo strumento che quindi disincentivano le aziende circa il suo utilizzo. Inoltre, per il 2014 sarebbero in fase di ridefinizione da parte del governo nazionale nuove regole di attribuzione delle risorse per regioni d’Italia sempre più stringenti.
“E’ evidente – continua Pugliese – la confusione che caratterizza la cassa in deroga a cui si somma la palese insufficienza delle risorse stanziate finora dal governo nazionale. Di sicuro, un clima del genere scoraggia le aziende a ricorrere alla Cigd con i conseguenti  prodromi di nuovi licenziamenti.

Ed ancora, altro problema è rappresentato dai finanziamenti nazionali a singhiozzo che generano forti ritardi nei pagamenti con conseguenti gravi danni nei confronti di migliaia di lavoratori. La crisi economica morde sempre più ed il mancato concreto rifinanziamento degli ammortizzatori in deroga da parte del governo Letta rischia di scatenare una spirale recessiva con nuove criticità occupazionali per il nostro paese. Bisogna ridefinire con serietà lo strumento degli ammortizzatori in deroga eliminando i suddetti limiti, altrimenti, diventerà impraticabile anche per la Puglia, sostenere il reddito dei lavoratori in Cigd così come quelli in mobilità in deroga”.

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