OM: il presidio non si sposta

O l’azienda Kion sta bleffando, oppure non si sta lavorando in maniera coordinata con il Ministero e la Regione Puglia
La decisione dei lavoratori che sarà sostenuta anche da Cgil Bari e Fiom, è scaturita a seguito dell’udienza di ieri mattina nella quale l’azienda ha chiesto la riunione del suo ricorso ex art 700 con i ricorsi presentati dai sindacati (sequestro conservativo e ricorso ex art 28). Il giudice ha rimesso il fascicolo al presidente di sezione e fra qualche settimana è prevista la nuova udienza.
E’ alquanto strano che l’azienda non sia a conoscenza delle presunte manifestazioni di interesse di possibili investitori, dichiara Pino Gesmundo Segretario Generale Cgil Bari. O l’azienda Kion sta bleffando, oppure non si sta lavorando in maniera coordinata con il Ministero e la Regione Puglia che invece pare siano a conoscenza di queste proposte, così come attestato dalle dichiarazioni in sede ufficiale della Regione Puglia ma anche dalla risposta scritta fornita dalla commissione attività produttive del 9 ottobre scorso
Tutto ciò non fa altro che aumentare il clima di sospetto e l’esasperazione dei lavoratori che senza sicurezze non hanno intenzione di rimuovere il presidio. Tentare ogni strada possibile, prosegue Gemsundo, mantenendo quel presidio all’interno della zona industriale di Bari, è sicuramente un bene, ma sono le istituzioni che devono continuare a fare la loro parte. Dobbiamo agire insieme e in fretta prima che la situazione degeneri ulteriormente
Noi continueremo a sostenere i lavoratori in tutte le iniziative che metteremo in piedi insieme alle altre sigle sindacali – commenta Antonio Pepe Segretario Generale Fiom Cgil Bari – perché questa battaglia va vinta per i lavoratori della Om ma anche e soprattutto per riaffermare il diritto al lavoro così come sancito dalla nostra Costituzione
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