L’industria italiana e del Mezzogiorno nella crisi economica

Orazio Rotunno

Venerdì 18 ottobre alle 10 la presentazione di due ricerche a cura della Banca d'Italia

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L’industria italiana e del Mezzogiorno nella crisi economica: questo il tema dell’incontro promosso dal Dipartimento di Scienze economiche e Metodi matematici dell’Università di Bari, in collaborazione con la Banca d’Italia e in programma venerdì 18 ottobre alle 10 nell’Aula Magna dell’ex Facoltà di Economia (via Camillo Rosalba, 53).
Durante l’incontro saranno presentate due ricerche a cura della Banca d’Italia sul rapporto tra industrie e crisi: una esamina il panorama nazionale e l’altra quello delle imprese meridionali.

Dopo l’intervento di Vito Peragine (docente di Scienza delle finanze) e Giorgio Salvo (direttore della sede di Bari della Banca d’Italia), i ricercatori Ivan Faiella (componente del gruppo di lavoro sull’energia sostenibile del G20) e Luigi Cannari (capo del Servizio Statistiche economiche e finanziarie della banca), ilustreranno gli studi nel dettaglio.
Alle 11.30 si terrà una tavola rotonda moderata dal rettore dell’Università di Bari, Antonio Uricchio, con la partecipazione degli economisti Domenico Cersosimo, Alessandra Chirco e Gianfranco Viesti.

Le ricerche – spiegano gli organizzatori della giornata di studio – documentano la recente evoluzione del sistema industriale italiano e discutono i principali fattori che influiscono sulla sua competitività. Dall’analisi emerge un quadro di diffusa debolezza. In tutti i comparti industriali i livelli produttivi sono inferiori rispetto al passato; con l’eccezione dei comparti alimentare e farmaceutico, la perdita di produzione ha assunto dimensioni preoccupanti.

Gli andamenti dell’ultimo quadriennio si inseriscono in una tendenza declinante di più lungo periodo sia nelle produzioni tipiche del Made in Italy (tessile e calzature), sia in quelle caratterizzate da livelli tecnologici più avanzati e da rilevanti economie di scala (elettronica e autoveicoli).
Le regioni meridionali sono caratterizzate in larga misura dagli stessi problemi strutturali che affliggono il resto del Paese, ma che nel Sud presentano una maggiore intensità: difficoltà delle imprese a crescere e a internazionalizzarsi, scarsa innovazione, specializzazione in settori a media o bassa tecnologia. Sebbene gli elementi di debolezza tendano a prevalere sui punti di forza, si riscontrano anche segnali di vitalità per alcuni sistemi industriali del Mezzogiorno e tipologie d’impresa.

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